Prima di postare la lettera vi informo che nella sezione “Documenti”, in fondo alla pagina, trovate le slides mostrate nel convegno tenutosi ieri al Monaldi. Ringrazio il_corvo per i files.
Brescia non è un modello virtuoso da seguire nella gestione dei rifiuti.
Gentilissima Signora Sindaco Iervolino,
siamo davvero impressionati dal fatto che sia venuta a Brescia a visitare il mega inceneritore ASM/A2A !!!!
Ciò che può scoprire, al di là della cortina fumogena della propaganda Asm non è molto istruttivo:
un inceneritore da 800.000 tonnellate che produce molti più rifiuti (150.000 tonnellate di scorie e 30.000 tonnellate di polveri pericolose, più 2-3 milioni di tonnellate di aria contaminata) di quelli che rimarrebbero da smaltire (100.000 tonnellate) se si facesse la raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale; uno spreco di risorse energetiche incredibile rispetto al riciclaggio:
1) si buttano nel forno 150.000 tonnellate di umido (cioè acqua, che idiozia!), che potrebbero diventare compost per una pianura bresciana in deficit di materia organica;
2) si buttano via, nelle scorie, 5.000/6.000 tonnellate all’anno di ferro e di alluminio, centinaia di tonnellate di rame, …però, si recupera acqua calda, Le dirà Asm! … peccato che così la
città viene teleriscaldata anche in estate, in piena calura, costringendo i bresciani a ricorrere ai condizionatori!!!!!
3)una “raccolta differenziata” con mega cassonetti stradali, al 35%, in realtà “truccata” e “drogata” dai rifiuti speciali, che, assimilati, raddoppiano i rifiuti urbani raggiungendo il record di 2
kg/abitante/giorno, e mandando allo smaltimento esattamente la stessa quantità di rifiuti della Campania, che non fa la differenziata: 1,2 kg/abitante/giorno.
Sindaco Jervolino, se voleva davvero imparare come risolvere il problema dell’emergenza rifiuti della Sua terra, Le sarebbe stato più utile un viaggio in quel di Treviso al Consorzio Priula, a Novara, Asti, nel trentino, ed al Centro Riciclo di Vedelago (Tv) ovvero dal Suo Collega di Padula, nel salernitano, che è portato ad esempio per la raccolta differenziata che sta attuando!!! Lo sa che oltre 2000 Comuni italiani hanno superato il 50% di raccolta differenziata?
Con la raccolta differenziata “porta a porta” secco umido e con una tariffa puntuale si riduce il rifiuto prodotto a 1 kg/abitante/ giorno (metà di quello di Brescia) e il rifiuto da smaltire, a 0,2
kg/abitante/giorno (un sesto di quello bresciano!).
Nel Centro riciclo di Vedelago, poi, si recuperano tutti i materiali della parte secca (l’umido diventa compost per fertilizzare i campi), per cui il rifiuto da smaltire è quasi 0 (sì, zero). Si figuri che arrivano a riciclare anche i pannolini dei bambini, ricavandone una finissima sabbia, richiestissima all’estero!!!! Ma, in questo caso, la lobby dell’incenerimento ed il business (anche quello criminale) dei rifiuti storcerebbero il naso!
Ma un’altra domanda ci viene spontanea: come mai Padula, vicinissimo a Napoli effettuta la raccolta differenziata? Ma forse, sindaco Jervolino, è un altro il motivo che l’ha spinta a Brescia: un gemellaggio Campania-Brescia in nome dei rifiuti! Forse Lei non lo sa, ma Brescia è il “distretto nazionale dei rifiuti”, che può fare invidia alla Campania: oltre al più grande inceneritore
d’Europa, qui si producono quasi 4 milioni di tonnellate di rifiuti speciali all’anno, prevalentemente scorie di fonderia, a cui se ne aggiungono oltre 1 milione di importazione; sono state interrate in
passato, spesso in discariche non controllate, decine di milioni di tonnellate di scorie di fonderia.
Da qui deriva la “vicinanza” alla Campania: come da voi abbiamo un’elevata incidenza di diversi tumori e la medesima anomalia rispetto al resto del Paese, un’incidenza doppia dei tumori al fegato; senza dimenticarci di aggiungere che abbiamo avuto nei mesi scorsi il “latte alla diossina” in 18 stalle dell’hinterland di Brescia, nella zona a sud dell’inceneritore, esattamente come il vostro “caso” del latte di bufala alla diossina.
Insomma un gemellaggio apparirebbe più che giustificato! Diossina per diossina…
Quindi La preghiamo vivamente e, con il cuore in mano, di dar voce anche a noi, semplici ed oneste associazioni ambientaliste che si battono per un interesse comune e cioè, il diritto alla salute.
Restando quindi in attesa di una Suo cortese cenno di riscontro in merito, l’occasione ci è gradita per porgerLe i nostri più cordiali saluti.
Coordinamento comitati ambientalisti della Lombardia
Comitato Ambiente Città di Brescia
Cittadini per il Riciclaggio
EnergEtica
Comitato contro la Centrale Turbogas di Lamarmora
Co.Di.SA. - Comitato Difesa Salute e Ambiente di San Polo
AltraBrescia
Gruppo Meetup “Amici di Beppe Grillo di Brescia”
Associazione “Ricomincio da Grillo”
Sul «Corriere della Sera» Iervolino a Brescia per visita all’inceneritore
Con la sindaca ben 24 persone al seguito Numero record di «delegati» guidati dal primo cittadino di Napoli: due assessori, presidenti municipalità, consiglieri bipartisan .
BRESCIA — Due paia d’occhi vedono meglio di uno. A ventisei sguardi non dovrebbe dunque sfuggire il minimo dettaglio. Sarà per questa ragione che la delegazione ufficiale del comune di Napoli, oggi, venerdì 4, in visita all’inceneritore di Brescia, è composta da 24 persone, oltre al sindaco Rosa Russo Iervolino. La lista è pervenuta ieri a Palazzo Loggia, sede del comune di Brescia e negli uffici della A2A, l’azienda comunale che gestisce lo smaltimento dei rifiuti. La visita, annunciata da mesi, dovrà servire alla delegazione napoletana a prendere visione dell’impianto, considerato tra i più moderni al mondo e a trarre buoni auspici per la soluzione dell’emergenza munnezza all’ombra del Vesuvio. Cresciute incessantemente le polemiche sull’emergenza rifiuti (che non è un’emergenza) a Napoli, è cresciuta di pari passo la «formazione» da inviare in visita in Lombardia.
ASSESSORI E PRESIDENTI MUNICIPALITA’ - Sindaco a parte, sull’aereo saliranno questa mattina il coordinatore del dipartimento ambiente del comune di Napoli, il vicepresidente del consiglio comunale, gli assessori Gennaro Mola e Rino Nasti, i presidenti di sette delle dieci municipalità in cui è suddiviso il capoluogo campano e a chiudere una pattuglia di consiglieri comunali di maggioranza e opposizione. Totale, 26 persone, al netto di addetti stampa e collaboratori. Non parteciperà invece alla trasferta al Nord il presidente della commissione ambiente del consiglio comunale: un’assenza non casuale, poiché l’esponente politico è in aperta polemica con la decisione di aprire la discarica a Chiaiano.
WWF CRITICO - «Vorremmo capire — si chiede polemicamente Ornella Capezzuto, presidente del Wwf Campania — quale soluzione illuminante potrà venire al sindaco e ai suoi consiglieri dalla visita guidata all’impianto di incenerimento. Vista la situazione disastrosa delle casse del comune napoletano, i soldi faticosamente raccolti dal sindaco e investiti per questa escursione potevano essere risparmiati e usati per più impellenti necessità». Gli ambientalisti manifesteranno proprio questa mattina davanti all’impianto per far notare anche che «Brescia è all’ultimo posto in Lombardia per la raccolta differenziata e al primo per produzione di rifiuti».
Claudio Del Frate
04 luglio 2008
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Ma che deve andare a visitare ? Non le bastano i dati numerici e una relazione sul funzionamento e gli effetti dell’inceneritore sulla salute mandati via fax ?
Deve proprio andare di persona ad arriciatare col suo augusto naso se l’aria fete, pagandosi il viaggio e il soggiorno coi soldi pubblici ? E gli altri 26 magnafranchi pure sentono l’insopprimibile bisogno di arriciatare diossina per vedere se si può avvelenare più di quello che è anche Agnano e Napoli ovest ? Speriamo che la diossina ( inodore a insapore) faccia effetto su di lei e la gang tutt’ int a una botta..almeno i nostri soldi rubati dalla N.Z. serviranno a qualcosa..
Bonifiche ferme da 10 anni (legge 426 del 1998 se non sbaglio) ed invece si da il via alla costruzione di nuovi eco-mostri. Massì, tanto più inguaiati di così si muore (inoltre, morire due volte non è possibile…)
Non è partito un piano serio, strutturale e strutturato di raccolta differenziata. Sono passati mesi , anni ed è tutto fermo (ad eccezion fatta per qualche timido esperimento).
E adesso Brescia ( leggi quelli dell’inceneritore) ci vuole fare il pacco vendendoci il termovalorizzatore che ha inquinato tutti i pascoli della zona? (per non parlare della salute umana…) Ci sono discariche pronte al conferimento di tutti i rifiuti della Campania per 6 mesi (vedi Parco Serino) e voi volete aprire ed inquinare nuovi terreni (vedi Chiaiano e l’ultima-non ultima arrivata Valle della Masseria)
Ma voi politici napoletani, Jervolino e Bassolino in primis, vi dovete solo vergognare e dimettervi, ci avete ucciso seppellendoci sotto tonnellate di monnezza e bugie.
OCCORRE UNIRE GLI SFORZI DEI MOVIMENTI DEI CITTADINI, DAL NORD AL SUD, ALTRIMENTI NON CAMBIERA’ MAI NULLA !
Ma vi siete chiesti quanti soldi girano intorno ad un inceneritore rispetto a quelli che girerebbero intorno alla raccolta differenziata?
E poi Brescia, quella dell’inceneritore, ma siamo seri.
L’inceneritore di Brescia è il prezzo che dobbiamo pagare in cambio della spazzatura che per il momento Bossi ha deciso di smaltire.
E se fosse stato fatto tutto artatamente proprio a questo scopo?
Il cerchio si chiuderebbe, l’emergenza è stata creata anche per questo.
Per conto mio se la iervolino avesse un po’ di dignità se ne starebbe a casetta sua a fare la nonna dei suoi nipotini, invece di andarsene in giro in elmetto e borsetta rendendosi ridicola agli occhi di tutti.
E chi di dovere andasse a controllare un po’ di conti correnti, credo che ne scopriremmo delle belle!
x Giovanna
Ciao sono il curatore del sito.
Ti ho mandato una mail pochi giorni fa per chiederti se volevi scrivere un articolo sul Cip6; ho letto un tuo commento giorni fa.
Fammi sapere, ecco l’indirizzo mail : staff@chiaianodiscarica.it
la sindaca della monnezza, se avesse avuto un briciolo di intelligenza con i soldi che ha speso oggi insieme alla sua truppa, per andare a vedere l’inutile cancrotermovalizzatore a Brescia, si poteva fare qualcosa di utile, lei non ama Napoli e disprezza i suoi concittadini. sindaca e governatore della monnezza devono dimettersi, non sono degni di occupare il posto che hanno!
Noi che siamo cresciuti con una mentalità di sudditi ci accontentiamo e vedremmo come una salvezza le dimissioni di quei due; ma le dimissioni nei paesi civilizzati e retti dal diritto si dànno al massimo quando arrivi tardi al lavoro la terza volta, non per crimini contro la cittadinanza reiterati per decine di anni ! Quei due in qualsiasi altra democrazia occidentale starebbero agli arresti già solo per manifesta inettitudine amministrativa e politica e devastazione fisica dell abitato , della città e delle campagne. Ma qui in Campania siamo in qualcosa di peggio dei regimi mediorientali più oscuri , per vastità dei poteri occulti di sovvertimento della vita pubblica e della legalità e per pervasività della corruzione morale, amministrativa e criminosità dell’atto politico corruzione che si è metastatizzata ad ogni livello della società e in ogni memebro della cosiddetta classe dirigente , locale e nazionale.
Se avessimo avuto un presidente della repubblica, un parlamento degno di questo nome , un senato , una magistratura non connivente, uno straccio qualsiasi di qualcosa che non fosse una pura cosca mafiosa, quei due e tutto il sottobosco di manutengoli che si sono creati sarebbero inquisiti per reati gravissimi. Invece manco un presidente della repubblica che li destituisce per scempio ambientale
(a parte il disastro munnezza, napoli e Campania sono luoghi privi dei servizi pubblici di base , delle giungle di cemento e squallore) e invece chi c’abbiamo ? : uno scagnozzo cumpare di partito al Quirinale a sinistra e un corruttore a destra come capo del governo che se ne è uscito “a tazze e cucchiari” dalla mattina alla sera con un governatorucolo da satrapia mediorientale con magalomanie narcisistiche del potere e un analfabetismo senza fondo.
Stiamo inguaiati. Quei due stanno sempre là. Una nazione enorme e potentissima coma gli USA hanno intentato l’impeachment ( messa in stato d’accusa) di Bill Clinton loro presidente solo perchè si era preso 10 minuti di solletico sotto la scrivania con la segretaria e ciò , da menti anglosassoni, non è considerato DI BUON ESEMPIO da parte di chi deve governare la sua gente; e noi invece ci accontenteremmo delle dimissioni di due Bokassa, cioè farli andare a casa con la panza chiena e tutte le reti di intrallazzo e potere intatte ed operanti nell’anonimato fuori dal riflettore mediatico della ‘politica’ all’italiana. Mentre qui si muore.
Vogliamo vedere un po’ la carriera di questo cancro della vita pubblica italiana ?
ROSA RUSSO JERVOLINO ( manco Elena Ceausescu al potere cosi a lungo !)
Nata a Napoli, 17 settembre 1936,
Figlia di Angelo Raffaele Iervolino, anche lui politico di primo piano
[ padre della Costituente !] e di Maria De Unterrichter. Laureata in giurisprudenza. ( ‘o verament ?!)
-Fece parte dell’ufficio studi del CNEL dal 1961 al 1968
-Dal 1969 al 1973 collaborò con l’Ufficio Legislativo del Ministero del Bilancio.
-Impegnata politicamente nella Democrazia Cristiana, divenne vice-presidente della Federazione Femminile, con cui lavorò dal 1968 al 1978.
-Responsabile dei rapporti tra lo Scudo Crociato e la famiglia dal 1974
-Nel 1979 divenne per la prima volta senatrice.
Presidente della commissione parlamentare di vigilanza RAI dal 1985 al 1987.
-Ministro per gli Affari Sociali durante il governo Gori.
-Confermata in questa carica anche nei successivi governi guidati da Ciriaco De Mita e Giulio Andreotti.
-In questi anni è anche presidente del Consiglio d’Istituto di uno degli istituti superiori più prestigiosi di Roma, la Scuola Pontificia Pio IX dei Fratelli di Nostra Signora della Misericordia .
-In queste vesti, si fece promotrice con Bettino Craxi del “Testo Unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope”, (art. 118 del DPR 309/90 e Decreto 444/90) che di fatto stabiliva la punibilità dei consumatori di stupefacenti. La legge, cosiddetta Craxi-Iervolino-Vassalli, dai nomi dei primi firmatari, si attirò le critiche degli anti-proibizionisti e venne parzialmente abrogata con un referendum il 18 aprile del 1993.
-Nominata successivamente Ministro della Pubblica Istruzione nel primo governo di Giuliano Amato. Come ministro dispose il ritiro di un fumetto Anti-Aids di “Lupo Alberto” che informava gli studenti delle scuole superiori sulla modalità di uso del preservativo, suscitando polemiche.
-Come presidente della Democrazia Cristiana assisté all’opera di rinnovamento portata avanti dal segretario Mino Martinazzoli che portò alla fondazione del Partito Popolare Italiano.
-Con le dimissioni di Martinazzoli del marzo 1994, assunse l’incarico, come presidente del Consiglio nazionale, di reggente della democrazia cristiana, dilaniata da scandali e corruzione,
-Nello stesso anno fu rieletta al Senato della Repubblica. Favorevole all’alleanza del’Ulivo di Romano Prodi,
-Fu eletta alla Camera dei Deputati nel 1996, legislatura in cui divenne durante il governo D’Alema la prima donna della storia d’Italia ad occupare l’incarico di Ministro degli Interni.
-Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera, nel 2001 viene eletta sindaco di Napoli con il 52,9% dei voti, sostenuta in giunta dai partiti del’Ulivo, battendo al ballottaggio il candidato del centrodestra, Antonio Martusciello.
-Viene riconfermata sindaco nel 2006 con il 57% delle preferenze contro il candidato del centrodestra Franco Malvano, ex questore di Napoli.
-Dal 23 maggio 2007 è uno dei 45 membri del Comitato nazionale per il Partito Democratico che riunisce i leader delle componenti del futuro PD
( fonte: wikipedia.org)
***
Ma voi guardate qua la Munnezzara da quanti anni è al potere e che potere ! malefico e inutile per la cittadinanza :
A Una che si è lasciato ha leccar il potere per 50 anni facendole fare i poker di tutte le cariche possibili di rango medio-alto, chi glielo farà mai lo ’sgarbo’ , entro loro casta oligarchica perpetua, di farle presente che è un’inetta e destituirla ?
PER LA SERIE: COME ODIARLA SEMPRE DI PIU’ & COME ARCHITETTARE UNA BUONA MISTIFICAZIONE STAMPA
Saturday, July 05, 2008 10:24:33 AM
Iervolino a Brescia, ecco l’impianto che ci darà 60 milioni l’anno
Scritto da Paolo Cuozzo da il Corriere del Mezzogiorno, 05-07-2008 07:37
Ventidue persone. Un piccolo esercito di assessori, consiglieri comunali, presidenti di municipalità e tecnici. Un plotoncino capitanato dalla sindaca Iervolino, volato da Napoli in Lombardia, via Verona, per capire come funziona il termovalorizzatore di Brescia.
Troppa gente, forse. Anche perché poi, chi davvero «doveva esserci in questa missione», non c’era. Non c’erano infatti né Giuseppe Balzamo, presidente della decima municipalità, quella di Bagnoli, cioè quella dovrà ospitare il termovalorizzatore nel quartiere di Agnano; né Carmine Malinconico, presidente dell’ottava circoscrizione, quella di Chiaiano. Due assenze politicamente rilevanti che denotano una spaccatura profonda sul tema dell’emergenza rifiuti e sulle cure di questo male. Specularmente, non c’era nemmeno la Lega Nord, che non era rappresentata né al mattino, quando la delegazione napoletana è stata ricevuta dal sindaco di Brescia, Adriano Paroli, a Palazzo Loggia, né durante la visita agli impianti di Brescia e a quello per la separazione e il riciclaggio di Montello, in provincia di Bergamo.
Ma se quella della Lega era un’assenza annunciata, quella di Balzamo ha fatto andare su tutte le furie la Iervolino. Che ha provato a non andare in escandescenza limitandosi a dire che «avrebbe fatto meglio a venire per vedere come funzionano qui le cose, anche perché il governo intende far uscire Napoli dal comissariamento e riaffidare la gestione dei rifiuti agli enti locali».
E anche se qualche consigliere, come Palmieri del Nuovo Psi, ha parlato di «gita inutile», E’ INNEGABILE CHE che a Brescia — col termovalorizzatore che brucia 803.000 tonnellate di rifiuti e biomasse in un anno, in grado di fornire 570 milioni di chilowattora di energia elettrica e 527 milioni di energia termica, con un risparmio di 150mila tonnellate di petrolio —, LE COSE FUNZIONINO BENE.
Lo dicono i numeri del-l’A2A, la società pubblica nata da un accordo tra i Comuni di Milano e Brescia, che nel 2007 ha distribuito al Comune bresciano 60 milioni di utili provento della gestione dell’inceneritore Soldi con cui il sindaco Paroli ha sostenuto per intero le spese per le politiche sociali e per la cultura (tra le iniziative, una mostra di Van Goog), con qualcosa che è pure rimasto nelle casse.
Soldi che anche al Comune di Napoli farebbero gola.
Dal canto suo, Giuliano Zuccoli, PRESIDENTE dell’ A2A, ha detto chiaramente di ESSERE «INTERESSATO alla gestione di Acerra e Salerno».
Ecco perché SI IPOTIZZA UN ASSE FORTE CON Napoli. Tanto è vero che nei giorni scorsi fu la Iervolino ad annunciare una possibile Ati tra A2A e Asìa per Acerra e, in futuro, anche per l’inceneritore di Napoli.
La delegazione napoletana è comunque RIMASTA STUPITA dalla modernità dell’impianto che SERVE GRATUITAMENTE energia elettrica e calore al 60 per cento delle famiglie bresciane.
Ha colpito soprattutto il fatto che questo termovalorizzatore brucia i rifiuti differenziati, bypassando cioè il passaggio delle ecoballe. Un procedimento che Livio Falcone, presidente della Municipalità di Pianura, ha definito «di una semplicità umiliante per Napoli».
Un sistema dove poi la frazione di umido rimanente viene portata direttamente all’inceneritore che riduce la massa del 90 per cento. Tutto questo, CON DEI TASSI DI INQUINAMENTO ESIGUI. Soluzioni tecniche che però NON MERAVIGLIANO LA JERVOLINO, che ripete: «SONO COSE CHE SO DA ANNI, PER ME E’ SOLO UNA PIACEVOLE CONFERMA».
Berlusconi ha annunciato che entro il 27 luglio i rifiuti spariranno dalle strade di Napoli e della Campania. E qui la sindaca dismette i panni di membro della direzione nazionale del PD e dice: «HO UN GRANDE RISPETTO per il presidente del Consiglio e, se ha detto questo, avrà fatto i suoi calcoli».
Non sono mancate proteste e fischi di una ventina di attivisti del Wwf, sia contro l’inceneritore che contro la delegazione napoletana «che venendo a Brescia ha esaltato un impianto che nuoce alla nostra salute».