Comitati di Chiaiano occupano Duomo

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Posted by admin on Martedì, Luglio 15, 2008, 22:24
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Un centinaio di cittadini di Chiaiano e Marano hanno invaso nel pomeriggio il Duomo di Napoli.
Gli attivisti hanno chiesto di incontrare il Vescovo Mns. Sepe per consegnargli la documentazione dei tecnici sull’inidoneità a discarica della cava di Chiaiano e per chiedere alla Chiesa di esporsi piu’ esplicitamente sull’assurdità di fare una discarica in quella cava che, ricordiamo, è di proprietà di una confraternita.
Una discarica che nascerebbe in un’area estremamente popolosa e in mezzo agli ospedali, caso quasi unico in Europa…
La manifestazione e’ durate diverse ore , ed ha visto anche una veglia di preghiera all’interno del Duomo a cui hanno preso parte anche i comitati.
Una delegazione di donne dei comitati insieme al Sindaco di Marano Salvatore Perrotta, ha incontrato la segreteria del cardinale.
In serata dagli uffici della Arcivescovado hanno fatto sapere ch e a giorni sara’ fissato l’incontro tra il Cardinale Sepe ed una larga delegazione di cittadini dei comitati.
L’occupazione del Duomo, cominciata alle 17:30 e’ terminata poco dopo le 20:30 dopo le notizie arrivate degli uffici di Sepe.
Intanto i comitati danno appuntamento per una grande assemblea generale dei comitati e dei cittadini in lotta per giovedi’ 17 luglio alle ore 19:30 al Presidio Permanente alla rotonda Titanic per stilare un calendario di mobilitazioni di medio - lungo periodo, ed invitano anche le altre reti e gli altri comitati in difesa della salute e dell’ambiente a partecipare.

Comitati in difesa delle cave di Chiaiano e Marano

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14 Risposte a “Comitati di Chiaiano occupano Duomo”

  1. Anonimo
    15 Luglio, 2008, 22:49

    Bella iniziativa, chissà che Sepe non capisca finalmente.
    Ma non è possibile coinvolgere in qualche modo i media in queste iniziative? Anche qualche tv locale che desse spazio e voce ai comitati e nello stesso tempo diffondesse le notizie.

  2. anonimo
    15 Luglio, 2008, 23:24

    Invece di occupare potevate inviargli un commento al suo blog

    Cercasi uomini capaci di meravigliarsi, di guardare il cielo e imitarne le geometrie, l’ordine di stelle, all’occhio profano confuso pugno di coriandoli lucenti gettato nell’universo buio. Tutelare gli uomini perché ricreino quella stessa spontaneità, quello stesso brillare di luce propria, quella stessa interdipendenza, non è forse il servizio richiesto a chi governa? Mi chiedo se questo compito sia possibile a chi non si meraviglia della legge morale dentro. Senza interiorità quali modelli si possono proporre? Quale uomo si intende tutelare? Il consumatore? Il cliente? A che uomo si pensa quando si fa politica? Si pensa anche a un essere capace di cielo, che riesce ancora a meravigliarsi?

    http://politica.blog.chiesadinapoli.it/wordpress_mu/2008/06/21/sapersi-meravigliare/

    oppure scrivergli direttamente: cardinalesepe@chiesadinapoli.it

    Magari facendogli vedere il seguente link http://www.youtube.com/watch?v=LEQjyxFHNBQ
    e dirgli che nell’ultimo suo libro edito dalla Mondadori=Berlusconi quando parla di Camorra c’entra un “pò″ anche il suo editore…..

  3. Anonimo
    16 Luglio, 2008, 0:01

    la chiesa è da sempre contro l’eutanasia e si sta facendo un gran parlare di eluana englaro, a torto o a ragione ora non sto qui a discutere, ora la mia domanda è che è mai possibile che non si parli mai della discarica? per caso non hanno condannati anche noi ad una morte lenta? non è anche questa una sorta di eutanasia?

  4. incazzata
    16 Luglio, 2008, 0:05

    Bravi, Bravissimi, così quel losco individuo, certo Sepe, dovrà avere il coraggio di dirvi in faccia quello che disse a Berluskaz che per lui nn c’era alcun problema a fare la discarica… ma lo sa l’emerito … che ci vive la gente su quella cava? Questa sarebbe la solidarietà cristiana!! E poi ci lamentiamo dei delinquenti, almeno quelli hanno una certa coerenza fra ciò che fanno e ciò che dicono, nn sono dei dissociati mentali che dal pulpitano predicano la fratellanza e l’amore e quando scendono dal trono diventano avidi e spietati come la peggiore feccia unana.!!!!!!!!!

  5. francospin
    16 Luglio, 2008, 0:17

    Quanto segue basta a qualificare per i prossimi secoli questo emerito ministro di Dio.

    “Nel colloquio il cardinale Sepe ha ribadito la preoccupazione per la discarica di Chiaiano, molto contrastata dagli abitanti del quartiere, sia pure senza voler entrare nel merito della decisione.

    «Se serve la cava di proprietà dell’arciconfraternita dei Pellegrini, comunque - ha detto poi il cardinale ai giornalisti - è a disposizione». La cava, è stata espropriata e dovrebbe essere utilizzata se la discarica verrà aperta a Chiaiano.»

    ——————————————————–

    Provatevi ad andare nelle aprrocchie e chiedere: « Signor parroco, di grazia, potremmo parlare ai fedeli parrocchiani di cosa sta accadendo davvero epr portare un po’ di coscienza fra le masse all’oscuro di tutto magari dopo la messa domenicale ? » - e vedete come vi si sbattono le porte in faccia. Ora, uno non vuol discreditare la Chiesa, tanto meno la religione cristiana ( splendida) ma certa gente che c’azzecca con la carità cristiana del Vangelo ?

    Comunque, come si suol dire ”niente di nuovo sotto il sole”, no?, tempo fa un altro agì cosi, mi pare si chiamasse Ponzio Pilato…

    (http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2008/06/rifiuti-berlusconi-napoli-sepe.shtml )

  6. ciccio
    16 Luglio, 2008, 12:14

    Sepe non mi pare si sia lavato le mani, anzi , ha appoggiato esplicitamante le iniziative del Governo. Diciamo che Berlusconi ha avuto carta bianca da Sepe. Speriamo che San Gennaro ci metta una pezza.

  7. Mike
    16 Luglio, 2008, 22:38

    Vi invio il link del video della manifestazione nel Duomo
    http://it.youtube.com/watch?v=gpR1RgTI4y0

  8. francospin
    17 Luglio, 2008, 0:03

    @ Ciccio

    Intendevo dire che sepe si è lavato le mani sul nostro destino, ci ha ‘consegnati ai Romani’ senza neanche ascoltare o provare a capire con un po’ di onestà se non di carità ( di cui pare capace solo epr questi libercoli pallosissimi e pieni di fumisterie pseudologiche e pseudoedificanti sulla rovina di Napoli tipo ” Non rubate la speranza” e amenità del genere.

    L’esimio presule si scervella mattina e sera per ridonar serenità e speranza ai suoi agnellini napoletani , mentre noi godiamo questa vita dagli effetti bassolinidi-jervolinidi-berlusconidi, lui pensa a render roseo il nostro futuro…mi si umettano gli occhi di lacrime.

  9. Antonio
    17 Luglio, 2008, 9:27

    Lettera al Cardinale Sepe
    Eminenza Reverendissima,

    vanamente per il passato, ho cercato di prendere contatti con Lei per il tramite della sua segreteria, per illustrarLe le ragioni del nostro NO alla discarica di Chiaiano. Non mi avete mai considerato, non mi avete mai ritenuto degno di una risposta. Eppure sono un fervente e convinto Cattolico.

    Poi mi sono accorto di far parte degli abitanti di Chiaiano e Marano che non sono ritenuti figli dell’unico vero DIO al pari degli altri abitanti di Napoli, ma sono ritenuti figli di un Dio minore e pertanto non degni di alcuna considerazione.

    E in quanto figli di un Dio minore, devono prendersi i miasmi degli eletti del popolo ed essere colpiti dalle più nefaste malattie.

    Eminenza. Pregate per me che sono un misero peccatore. Pregate anche per coloro che la notte non riescono a prendere sonno rimorsi dalla coscienza per aver diviso e non unito il proprio gregge.

    Auspico che il nostro Pastore, conduca anche noi di Chiaiano e Marano e cioè una parte umile e mite del suo gregge su campi erbosi, nella speranza che non contribuisca Lui stesso a coprirli di diossina.

    Antonio

  10. giovanna
    17 Luglio, 2008, 22:03

    sottoscrivo la lettera di antonio

  11. Alfonso Navarra
    18 Luglio, 2008, 17:57

    Non serve lamentarsi e fare i patetici. A mio modesto parere dovete insistere nel carcare il dialogo con il cardinale Sepe perseverando nel presidiare la “Casa degli ultimi”, vale a dire il Duomo di Napoli.
    Si tratta del punto debole del fronte pro-discarica.
    Alex Zanotelli ha scritto una lettera agli amici e quella che segue è la mia risposta.

    FUORI LA CHIESA DAL BUSINESS RIFIUTI

    DA PARTE DI ALFONSO NAVARRA - AD ALEX ZANOTELLI E AI CATTOLICI DI BASE (18 luglio 2007)

    Caro Alex (Zanotelli), bellissima la tua lettera (che sotto riporto).

    Bisognerebbe aggiungere un punto: la tua Chiesa dovrebbe tirarsi anch’essa fuori dal business dei rifiuti. La cava di Chiaiano, di proprietà dell’Arciconfraternita dei Padri Pellegrini, quindi della Curia napoletana, non deve essere messa a disposizione di Bertolaso perchè possa farci la sua discarica. Stiamo parlando di Chiaiano, oggi il luogo simbolo della resistenza per i “rifiuti-zero” e punto nevralgico in cui la logica repressiva tenta lo sfondamento nei confronti di quello che la stampa chiama il “Partito del NO”, e che è in realtà l’alternativa civile dei movimenti di base. (Non è per nulla casuale Il riferimento al decreto che fa delle discariche “aree di interesse strategico” da presidiare con l’esercito e che prevede 5 anni di carcere per i promotori delle proteste: ad esempio un certo prete che gira sempre con la sciarpa arcobaleno intorno al collo).

    Un dispaccio dell’ADN-KRONOS, riferendo dell’occupazione del Duomo di Napoli da parte dei Comitati in difesa delle cave di Chiaiano e Marano, attacca così:
    “Da qualche tempo il Duomo di Napoli sembra diventata la ‘casa’ di disoccupati, sfrattati e altri diseredati”.
    Ti vedo ridere da sotto i baffi: magari fosse! La Chiesa non dovrebbe forse essere la “Casa degli ultimi?”. Ed invece - per quanto ne so - usa il suo enorme patrimonio immobiliare (il 20% della “ricchezza” nel settore, pare) al pari degli altri protagonisti della speculazione edilizia e fondiaria.
    Il dato del 20% lo traggo da un’inchiesta del settimanale “Il Mondo” (11-5-2007), firmata da Sandro Orlando, ripresa in TV da “Annozero” di Santoro.
    Il Vaticano, inteso come “Palazzinaro”, secondo la citata inchiesta possiederebbe “un quarto di Roma”.

    A Milano, dove vivo, circa la metà delle case sfitte (90-100.000) fanno capo a società controllate o satellizzate dalla Curia.
    Fossero date in locazione a prezzi equi (facciamo il 15% dello stipendio medio di un lavoratore?) il mercato degli affitti verrebbe rivoluzionato. Potrebbero essere sistemati tutti i 20.000 che nel 2007hanno fatto richiesta all’ALER di un alloggio popolare. Altri dati su Milano: 11.000 richieste di sfratti esecutivi, oltre il 50% per morosità. Alloggi pubblici disponibili per la risposta: circa 1000. Solo 600/700 gli alloggi di nuova costruzione programmati entro il 2010.
    I banchieri certo si scoccerebbero alquanto per gli “affitti sociali” perchè si vedrebbero ridotto il valore del loro patrimonio immobiliare, al momento più che gonfiato.
    Ma quale deve essere il punto di vista di chi intende, per responsabilità specifica ed essenziale, annunciare la Buona Novella agli uomini (e alle donne)?
    Quello del “diseredato”, che si preoccupa di conciliare il pranzo con la cena, magari sotto un tetto e non sul lastrico; o quello del “cattolico” presidente di Banca Intesa, che persegue il profitto con il commercio delle armi?
    (A dire il vero, Bazoli avrebbe annunciato di voler cessare le operazione finanziarie dell’export bellico, ma i criteri modificati di fresco della Relazione governativa non permetteranno di verificarlo).

    Papa Benedetto XVI ha rivolto un appello ai “grandi” del G8: “Occupatevi dei poveri e dei deboli! Occorre rilanciare un equo processo di sviluppo integrale a tutela della dignità umana.” Sante parole, è il caso di dirlo. Magari risulterebbero più credibili se fossero applicate a sè stesso, specialmente quando il Papa dice: “Il pane quotidiano non può dipendere dalle speculazioni e dalle turbolenze finanziarie”. Questa indicazione, a proposito dell’alimentazione necessaria, credo che sia valida anche per l’abitazione necessaria, che deve essere sottratta alla logica del puro profitto.
    Ed è valida anche per il diritto ad abitare in un contesto ambientale che non costituisca minaccia alla salute, per le donne, per gli uomini, per i loro cari.
    Il Papa ha ammonito i leader del G8 ad adottare coraggiosamente “tutte le misure necessarie per vincere i flagelli della povertà estrema, della fame, delle malattie, dell’analfabetismo, che colpiscono ancora tanta parte dell’umanità. Mi unisco anch’io - ha detto Ratzinger - a questo pressante appello alla solidarietà“.
    Ecco, caro Eminenz (direbbe la Littizzetto), una piccola “dritta” al tuo cardinale Sepe di Napoli sarebbe gradita. Del genere: “Figliolo, lascia perdere i trenta denari, e tuteliamo la salute delle nostre “pecorelle” di Chiaiano. Questa discarica non s’ha fare e, per quanto ci compete, non la lasceremo fare”.

    Molte persone che conosco appartengono alla categoria degli anticlericali incalliti.
    Sono indignati per l’eccessivo finanziamento pubblico alla Chiesa. E’ facile sentirli fare questi discorsi “arrabbiati”:
    “Io li caccerei via tutti sti pretacci… Con quello che ci costano ogni anno tra 8 per mille di cui solo il 30% va alle iniziative tanto pubblicizzate, il resto al mantenimento del clero, l’evasione fiscale (vi pare che il clero paga tasse per gli introiti che ha?), per l’ICI che non paga e tante altre cose.
    Stando ai dati, se non ci fosse la Chiesa Cattolica in Italia a ciucciare risorse, le tasse ai cittadini potrebbero essere DIMEZZATE”.

    Guardiamoci dritti nelle palle degli occhi, caro Alex: hanno proprio tutti i torti? Datevi da fare, voi, costruttori del Regno, operatori di pace, per smentirli !!!
    Questo è affare vostro di credenti, ancor più, da praticanti: non di noi atei o agnostici.
    A noi, donne e uomini di buona volontà, cristiani, ebrei, buddisti, musulmani, o credenti in altro, resta il titanico compito di contrastare l’Impero del denaro in tutte le sue espressioni.
    Senza guardare in faccia a nessuno.

  12. francospin
    18 Luglio, 2008, 21:21

    Navarra prospetta che qualcuno dell’apparatchik ecclesiastico dal di dentro convinca o faccia fronte contro il ‘politburo’ vaticano a favore dei disgraziati di Chiaiano-Marano ( e di tutta Napoli , anche se la maggioranza della popolazione napoletana, apatica e magnaraù, non se ne può fregar di meno di tutto).

    Cioà il Vaticano dovrebe mettersi contro Bokassa BerLOSCOne. Ciò è impossibile. Dovrebbe agire secondo Vangelo, morale, carità cristiana, giustizia, difesa dei deboli,solidarietà. Ma non sarebbe la chiesa di Roma , non sarebbe il Vaticano, sarebbe qualcosa che nei millenni nessuno ha conosciuto e tutti desiderato.

  13. @francospin
    19 Luglio, 2008, 16:25

    qualcuno crisitano c’è anche tra di loro, ma è una mosca bianca,
    http://www.beppegrillo.it/2008/07/napoli_korogoch.html#comments

    bisogna coinvolgere tutti i parroci e farli ragionare: non andare in chiesa per esempio, è una forma di protesta………… e tra tanti parroci sicuramente qualcuno buono lo trovi….. mica sono tutti “scrittori”

  14. 23 Luglio, 2008, 10:19

    Caro francospin, a mio modesto parere il problema non è quello ideologico di contrapporre il Vaticano a Berlusconi ma quello pratico di individuare il punto più debole nel fronte pro-discarica.
    Vanno bene le iniziative legali, ma sappiamo bene che, nelle questioni serie, la magistratura in Italia non ha mai risolto nulla. Venisse fuori una sentenza come quella di Vicenza sarebbe la benevenuta. Ma a Vicenza sono i primi ad essere consapevoli che la partita non si decide e chiude nelle aule giudiziarie…
    Riporto questo intervento di Salvatore Giordano che mi pare centri il punto…

    http://www.mediterraneoforpeace.it/?p=1371

    A Chiaiano non si muove foglia che la chiesa non voglia.

    Può sfuggire al comune lettore/spettatore della palude dei media nostrani (per carità di patria chiudiamo un occhio sul ruolo — non giocato — di quarto e quinto potere che questi hanno generalmente rinunciato a esercitare), ma, certamente Alex Zanotelli sa, essendo prete, una verità inconfutabile: a Chiaiano non si muove foglia che la chiesa non voglia.

    Cercherò di spiegarmi meglio: quando lo stato italiano, o una sua articolazione territoriale, necessita per le sue esigenze di un immobile privato, che fa? Lo espropria, sic et simpliciter. La procedura di esproprio è regolata dalla legge e prevede un indennizzo per il proprietario espropriato del suo bene. Nessuno, neanche il cittadino più potente, può opporsi a un esproprio. Questa la procedura solita.

    Ma, insisto, a Chiaiano non si muove foglia che la chiesa non voglia.
    Perché?

    Semplice: i beni di proprietà ecclesiastica non si possono espropriare. Non lo può fare neanche Berlusconi, aduso a cambiare le regole del gioco durante la partita. Non lo può fare. Punto.
    Non lo può fare perché non è una semplice legge a stabilire che i beni la cui proprietà può essere attribuita alla chiesa cattolica romana e/o alle sue articolazioni associative e territoriali siano inespropriabili (la parola è brutta, come molte altre prerogative concesse ai cattolici).

    La norma che impedisce espropri di beni immobili o di qualunque altra natura in danno delle curie è una norma concordataria.
    È, vale a dire, contenuta nel concordato che regola i rapporti fra stato e chiesa. Il Berlusconi presidente del consiglio non può ignorarla, il Berlusconi che si dichiara cattolico non può proporne l’abrogazione: mai la chiesa rinuncerebbe a una prerogativa del genere e mai il Berlusconi politico rinuncerebbe ai voti di quei cinque milioni di italiani che ancora la domenica vanno a messa anziché al mare.

    Il cerino acceso, dicono — e sanno — gli amici napoletani, è nelle mani della curia: rinunci al business dei rifiuti. Sappiamo tutti che alcuni (non è dato sapere quanti) milioni di euro per una cava altrimenti inutilizzabile sono un’offerta difficile da rifiutare, ma ci vogliamo augurare tutti che la logica, di stampo camorristico, dell’affare sulla pelle dei cittadini non appartenga a nessuno degli uomini di chiesa. Neanche a quelli che storcono il naso di fronte alle dichiarazioni di padre Alex e gongolano quando sentono esprimere la tzchioja (gioia) della curia romana per l’insediamento di Berlusconi al potere.

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