Emergenza rifiuti in Campania: se scoppia un’epidemia, di chi è la colpa?

Posted by ciccio on giovedì, maggio 12, 2011, 17:21
Questa notizia e' stata inserita nella categoria Avvisi, Primo Piano ed ha 0 Commenti ancora .

Emergenza rifiuti in Campania: se scoppia un’epidemia, di chi è la colpa?

Leggendo i giornali delle ultime settimane si ha la netta sensazione che i responsabili delle istituzioni che dovrebbero garantire la raccolta e lo smaltimento adeguato dei rifiuti stiano ormai aspettando una inevitabile epidemia.

Sembra che abbiano gettato la spugna, incapaci di risolvere il problema. Non perché da 17 anni non sia stato possibile avviare una gestione dei rifiuti nel rispetto delle leggi italiane e comunitarie ma semplicemente perché la Campania e i campani (apparentemente tanto furbetti, ma certamente non assennati) hanno rappresentato un “Eden” del facile guadagno dove tutto è possibile per le lobbies nazionali e per i loro docili servitori che alacremente si sono dati da fare per eseguire gli ordini: emanare ordinanze, DL e leggi non solo per evitare che si rompessero le scatole ai “manovratori” ma anche per garantire loro una adeguata blindatura, che consentissero di guadagnare molto, di corrompere molto, di assicurarsi molti voti, di fare guadagnare “tutte” le lobbies locali, di non risolvere mai il problema ma lasciare sempre viva, sotto all’immondizia e pronta a resuscitare, l’emergenza rifiuti.

Un capolavoro di ingegneria giuricriminogena sono le seguenti 4 leggi:

Legge n. 87/2007  “Interventi straordinari per superare l’emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l’esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti”;

Legge n. 123/2008,  “Recante misure straordinarie per fronteggiare
l’emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e ulteriori disposizioni di protezione civile”;

DL n. 195 del dicembre 2009  “Disposizioni urgenti per la cessazione dello stato di emergenza in materia di rifiuti nella regione Campania”;

Legge n. 1 del 24 gennaio 2011 “Disposizioni relative al subentro delle amministrazioni territoriali della regione Campania nelle attività di gestione del ciclo integrato dei rifiuti”.

Le prime due leggi nonostante siano state emanate per porre fine allo scandalo rifiuti non sono state applicate dai Commissari di Governo pro tempore con poteri dittatoriali e conseguentemente dallo stesso governo nazionale che le aveva promosse causando l’aggravamento della situazione emergenziale in Campania come si è registrato nel recente periodo pasquale 2011 e anche in questi giorni e, purtroppo, come si constaterà nei prossimi mesi.

La terza disposizione legislativa ha semplicemente dichiarata chiusa l’emergenza rifiuti solo dal punto di vista amministrativo ma non realmente.

La legge del gennaio 2011 non ha rimosso le cause delle situazioni emergenziali imponendo che si chiamino, però, stati di criticità; ha pure sancito ulteriori aggravi delle tasse sui rifiuti per i campani, non per risolvere l’emergenza, ma per trasportare i rifiuti fuori provincia per altri 4 anni almeno e per costruire tre nuovi inceneritori che, se tutto va bene, saranno ultimati intorno al 2015.

Da alcuni mesi sono le Province e la Regione Campania ad avere ereditato i guai di circa 16 anni di gestione commissariale e sottosegretariale dei rifiuti: gli Enti Locali hanno ereditato anche gli ordini lobbistici che hanno consentito 16 anni di gestione parassitaria e naturalmente appaiono incapaci di avviare un ciclo rifiuti nel rispetto delle leggi nazionali e comunitarie.

Dopo 17 anni ci sono voci molto qualificate che evidenziano seri rischi di un’epidemia sanitaria.

In questo quadro drammatico c’è già chi corre ai ripari. Il Governo Nazionale dopo 16 anni circa di gestione diretta scellerata e “deviata” dell’emergenza rifiuti sta mettendo le mani avanti, evidenziando che è senza colpe. I responsabili si trovano in Campania.

Ma allora la colpa sarebbe di coloro che rappresentano i cittadini campani nelle Amministrazioni locali che si sono piegati servilmente agli interessi lobbistici senza rispettare lo statuto della Regione Campania?
Sarebbe dei deputati e senatori eletti dai cittadini campani?

Certamente è della maggioranza dei cittadini campani, pronti a subire passivamente e a vantarsi dell’invidiabile record guadagnato durante i 17 anni di emergenza: tasse rifiuti sempre più alte per un servizio sempre peggiore!

Una cosa è certa, facendo tutti gli obbligatori scongiuri: se davvero l’attuale crisi dovesse sfociare in una epidemia, tipo il colera del 1973, i cittadini sarebbero quelli che ne pagherebbero le conseguenze indipendentemente dal loro portafogli, dall’appartenenza a gruppi vari, dall’eventuale tessera di partito.

Dopo essere stati parte lesa per circa 17 anni, durante i quali vari governi bipartisan non sono riusciti (perché hanno di fatto agito per non garantire un adeguato servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti), dopo avere sopportato numerose volte in estate e durante le festività natalizie e pasquali la solita emergenza puzzolente, dopo avere pagato le tasse senza avere usufruito di un servizio decente, i cittadini non saprebbero nemmeno con chi prendersela.

Si sta preparando, comunque vada a finire, un clamoroso colpo di scena: la colpa non sarebbe di nessuno!

Ma se i cittadini ci perderebbero, ci sarebbe sicuramente chi ci guadagnerebbe! E tanto, grazie al noto motto: mors vostra, vita nostra.

Franco Ortolani
Ordinario di Geologia
Università di Napoli Federico II
11 maggio 2011

A seguire, l’ articolo tratto dalla rivista “L’ Ingegnere” dal titolo :

Sedici anni di emergenza-scandalo rifiuti in Campania di F. Ortolani
L’articolo (PDF) è disponibile QUI

Post correlati:

Emergenza rifiuti, “a Napoli rischi gravissimi per la salute”

Scandalo rifiuti in Campania. C’è chi “lavora” per un disastro ambientale-sanitario?

D.L.P.C.M. (Decreto Legge Per Cornuti e Mazziati)

Puoi lasciare un commento , o un trackback dal tuo sito personale .

Lascia un commento