Nella Terra dei Fuochi, nonostante la tanto sbandierata fine dell’emergenza rifiuti, è possibile assistere ad un amaro spettacolo: roghi che sprigionano nell’aria fumi neri e nauseabondi. Durante questi incendi vengono bruciati rifiuti speciali terribilmente tossici. L’odore acre di plastica bruciata è dannatamente inconfondibile. Tra le sostanze prodotte dalla combustione di questi rifiuti è presente la diossina (in realtà sarebbe più corretto parlare di diossine e furani). La parola diossina risulta legata storicamente ad un terribile incidente avvenuto circa trent’anni fa nei pressi del paesino lombardo di Seveso.
Seveso 10 luglio 1976 ore 12.37
Nello stabilimento chimico dell’ ICMESA una valvola di sicurezza del reattore A-101 esplode provocando la fuoriuscita di alcuni chili di diossina nebulizzata. (la quantità esatta non è quantificabile, qualcuno dice 10-12 chili, altri di appena un paio). Il vento disperde la nube tossica verso est; nella Brianza. Il giorno dopo, domenica 11 luglio, nel pomeriggio, due tecnici dell’ICMESA si recano dal sindaco di Seveso, Emilio Rocca, per metterlo al corrente di ciò che è accaduto nello stabilimento e rassicurandolo che la situazione non desta preoccupazioni perché è già tutto sotto controllo. Dopo 4 giorni dall’incidente inizia la moria degli animali, muoiono galline, uccelli, conigli. Le foglie degli alberi ingialliscono e cadono, e gli alberi in breve tempo muoiono come tutte le altre piante. Nell’area interessata vivono circa 100.000 persone. E solo dopo pochi giorni si verificano i primi casi d’intossicazione nella popolazione. (…). L’inalazione del composto crea problemi respiratori. (…) Tra la popolazione colpita ci sono parecchie donne incinte e si diffonde la preoccupazione per gli effetti della contaminazione sui futuri nascituri. Ma gran parte degli “esperti” tendono a tranquillizzare tutti sminuendo gli effetti della diossina. Si fanno migliaia di analisi del sangue e delle urine, ma non si arriva a capo di nulla. (…) L’11 ottobre dopo 3 mesi, gli abitanti evacuati dalla zona A rientrano nei loro terreni e indicono una protesta bloccando la strada Meda-Milano. Vogliono rientrare nelle loro case e riprendere possesso della loro vita. Protestano contro il progetto della Provincia e della Regione di costruire un inceneritore a Seveso. Ritorna l’esercito per controllare la zona inquinata ed impedirne l’accesso. Sale la tensione e il malcontento verso le istituzioni che sembrano non voler prendere provvedimenti adeguati. Si chiede la bonifica dell’area come era stato promesso e si suggerisce l’asportazione del terreno inquinato e la collocazione in siti adeguati. Proprio per la tutela degli abitanti nel 1977 viene istituito l’Ufficio Speciale per Seveso.
La Diossina
Diossina è un nome generico che indica vari composti tossici; il più noto, indicato con la sigla TCDD-Tetra.Cloro.Difenil.Diossina. La diossina è una sostanza altamente tossica in grado di provocare seri danni al cuore, ai reni, al fegato,allo stomaco e al sistema linfatico.
Il composto si deposita sui terreni è non assolutamente biodegradabile né l’intaccano i microrganismi presenti nel terreno. Penetra nell’organismo attraverso la respirazione, per contatto con l’assunzione di cibo, soprattutto carne, pesce e latticini. Nei casi di esposizione e poiché si deposita nei grassi, è soggetta ad accumulo biologico.
Nei topi da laboratorio provoca tumori, disturbi al sistema nervoso, anomalie genetiche . Ancora non è stato accertato quali possano essere gli effetti a lungo termine sull’uomo. Gli abitanti di Seveso e zone limitrofe sono ancora oggi soggetti da laboratorio per lo studio degli effetti della diossina. La diossina non uccise nessun essere umano al momento, ma distrusse l’equilibrio eco-biologico di una vasta aera di territorio e decretò la morte civile di un’intera popolazione.
Si sospetta che a 30 anni di distanza il terreno sia ancora intriso di diossina nonostante lo stabilimento chimico sia stato interrato ed al suo posto ci sia ora il ” Bosco delle Querce” impiantato in seguito nella zona, con flora e fauna importata a segnare con un itinerario della memoria un evento da non dimenticare (…)
I danni materiali e morali di questo disastro ecologico provocato dall’uomo restano incalcolabili. L’articolo completo è disponibile a questo indirizzo: clicca qui. (fonte: pagine70.com)
Sui terreni a nord di Napoli ed a sud di Caserta, devastati da trent’anni di scempi ecologici, l’attuale governo vuole costruire nuove megadiscariche ed inceneritori. E’ possibile ammazzare due volte chi risulta già morto? Si può continuare a devastare le poche zone verdi del nostro territorio?
Si può condannare una popolazione ed i suoi figli a lottare tutta la vita contro tumori di ogni genere? Quanti morti dovremo ancora piangere prima che chi ci governa capisca che ci sono soluzioni meno inquinanti e più economiche rispetto a quelle imposte a suon di esercito e manganello?
Lo staff di chiaiaNOdiscarica.it
E’ possibile leggere, a questo indirizzo, un breve ma interessante articolo tratto da internapoli.it
Sono abbastanza adulta da ricordare quella tragedia, ma soprattutto la tragedia degli anni successivi perchè Seveso (come Chernobyl) non finì lì.
Ci furono molti casi di bambini nati malformati anche diverso tempo dopo.
E la maggior parte di quelli che oggi ci governano all’epoca erano presenti, in un modo o nell’altro, e continuo a non capire perchè la loro memoria sia corta.
E’ morto Antonio Gava ! Esultiamo.Dopo tutto il male che ha fatto al sud Italia
Siamo liberi ! L’unica giustizia possibile in Italia: la dannazione eterna. Abbiamo atteso dal 1947, come si conviene ad un popolo bue e connivente col proprio aguzzino. Che non sa fare niet’altro che aspettare e nel frattempo manigare e rosicare. Cioè un popolo sotto cleptocrazia mafiosa oligarchica. Dal 1947 , e scusate se è poco. Ha dato da mangiare al peggior sud italia, ma è finita! Subentra ora il Giudizio Definitivo e Reale! . E non c’è Corrado Carnevale a vedere ”che si può fare” nè il Lodo Alfano… La morte è una grande invenzione! Assicura il bene e il male alla retribuizione perfetta e divinamente giusta per sempre e la vita terrena ha un senso. Basta credere nella Vera Giustizia, quella di qui è una farsa.
Ora guardiamo avanti! Preghiamo per Giorgio! e per BokassaMilanese o per Saddam Bassolein, cxxxx dobbiamo pregare! Visto che non sappiamo far altro con le notre mani !
Gava morto: la cosca gli si stringe attorno in cordoglio __
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Il cordoglio del mondo politico
NAPOLITANO: VICINO AI SUOI CARI
“Nel triste momento della scomparsa dell’on. Antonio Gava, desidero esprimere a lei, gentile signora e a tutti i familiari, sentimenti di sincero cordoglio”. Lo scrive il presidente della Republica in un messaggio inviato a Giuliana Marson Gava, moglie dell’ex esponente di spicco della Dc morto stamane a Roma. ” Antonio Gava giunse all’impegno politico della Democrazia Cristiana grazie all’impulso del padre Silvio, eminente figura della storia del Partito Popolare Italiano e del cattolicesimo antifascista. Per lunghi anni- prosegue Napolitano- Antonio Gava ha assolto ruoli di primo piano nella vita di partito, nel parlamento e nel governo, incidendo fortemente nella realtà politica di Napoli e della Campania. Successivamente ha dovuto affrontare e superare difficili prove personali. Sono dunque vicino a lei, gentile signora, e ai suoi cari, nel ricordo della comune travagliata storia dell’Italia repubblicana”.
FINI: HA SEGNATO VITA PUBBLICA PAESE
Il Presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini, ha inviato il seguente messaggio alla famiglia Gava: “Con Antonio Gava, deputato per cinque legislature, più volte ministro, ed esponente autorevole della Democrazia Cristiana per molti anni, scompare un politico che ha segnato la vita pubblica del Paese. Desidero esprimere alla famiglia il mio cordoglio personale e quello della Camera dei deputati”.
SCHIFANI: SCOMPARE FIGURA PRIMO PIANO POLITICA ITALIANA
Il Presidente del Senato Renato Schifani esprime il suo profondo cordoglio e quello dei colleghi senatori per la scomparsa di Antonio Gava. “Importante esponente della Democrazia Cristiana - ricorda il Presidente Schifani in un messaggio indirizzato alla famiglia - Gava è stato per alcuni decenni una delle figure di primo piano della politica italiana. Tutti noi ricordiamo i suoi numerosi importanti incarichi di Ministro in diversi governi e da ultimo il suo ruolo di Presidente del Gruppo democristiano del Senato nella XII Legislatura”.
ROTONDI: SI RISTABILISCA VERITA’ SU SUO VALORE
“Mi resta la consolazione di averlo sentito al telefono sereno. Non voglio fare commenti politici, ma ci vorranno anni e ce la metterò tutta per restituire un ricordo veritiero della statura, delle qualità e del valore di Antonio Gava. La vita fisica provata da 18 anni di stress clinici e giudiziari si conclude oggi nella misericordia di Dio. La vita del politico ricomincia nel dovere di chi resta di memoria e di giustizia”. Lo dichiara il segretario della DcA-PdL, Gianfranco Rotondi.
http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_733857352.html
Berlusconi ha detto che ” bassolino ha operato bene”
Gava è morto, mi dispiace.
Che sia morto da solo voglio dire, invece di stringersi intorno ai familiari potevano fare come ai tempi dei faraoni, si stringevano tutti un cappio alla gola così non lo lasciavano andare da solo.
Mi sono chiesta se non sarebbe il caso di includere, per decreto sia chiaro, ‘a livella nei programmi scolastici ministeriali, e poi come materia obbligatoria in tutti i concorsi pubblici, e ancora far giurare il governo non sulla bandiera, perchè tanto ci sputano sopra, ma sul testo sacro di totò.
Chissà, forse servirebbe!
Ora d’Aria
l’Unità, 10 agosto 2008
Per Berlusconi, Antonio Gava era «integerrimo» e «la sua morte non cancella il torto che ha subìto: il calvario giudiziario di 13 anni che ne ha minato la salute e si è concluso con la piena assoluzione da un’accusa infamante e infondata». Per il ministro-kiwi Rotondi, l’artefice del «Rinascimento di Napoli». Per Piercasinando, fu vittima della «stagione del giustizialismo». Per l’emerito Cossiga, «uno dei tanti perseguitati dalla magistratura militante». Per l’ex ministro della Giustizia Mastella, «fu fiaccato da pesanti accuse che si sono dimostrate del tutto inesi- stenti, da teoremi poi tutti smentiti». Per quella testa fine di Bobo Craxi, «quando a Napoli c’erano uomini come Gava la monnezza non c’era» (infatti lo chiamavano “Fetenzia”). Il professor Galasso lo definisce «integerrimo» e «uscito sempre benissimo da qualsiasi aula di tribunale». Il presidente Napolitano denuncia «le difficili prove personali».
Ora, prima che lo scomparso Padre della Patria venga beatificato, con strade e piazze intestate a suo nome, è forse il caso di ricordare un paio di dettagli, tratti dalle sentenze che tutti citano e che nessuno ha letto. Il primo processo a Gava, per ricettazione, portò alla sua condanna a 5 anni in primo grado, poi ridotti a 2 in appello (la Cassazione derubricò il reato in corruzione e fece scattare la prescrizione: dunque era colpevole di tangenti, ma la fece franca). Il secondo, quello per concorso esterno in associazione camorristica in seguito alle accuse dei boss pentiti Galasso e Alfieri, si chiuse con una assoluzione definitiva e un risarcimento per ingiusta detenzione.
Ma basta leggerla (il sito societacivile.it ne pubblica ampi stralci) per comprendere che il processo fu doveroso, l’accusa si basava su fatti concreti e documentati: «Ritiene la Corte - scrivono i giudici di Napoli - che risulti provato con certezza che il Gava era consapevole dei rapporti di reciprocità funzionali esistenti tra i politici locali della sua corrente e l’organizzazione camorristica dell’Alfieri, nonché della contaminazione tra criminalità organizzata e istituzioni locali del territorio campano; è provato che lo stesso non ha svolto alcun incisivo e concreto intervento per combattere o porre un freno a tale situazione, finendo invece con il godere dei benefici elettorali da essa derivanti alla sua corrente politica: ma tale consapevole condotta dell’imputato, pur apparendo biasimevole sotto il profilo politico e morale, tanto più se si tiene conto dei poteri e doveri specifici del predetto nel periodo in cui ricoprì l’incarico di ministro degli Interni, non può di per sé ritenersi idonea ed affermarne la responsabilità penale».
Ancora: «L’imputato aveva piena consapevolezza dell’influenza esercitata dalle organizzazioni camorristiche operanti in Campania sulla formazione e/o l’attività e del collegamento dei politici locali con i camorristi, sicché non potrebbe neanche ritenersi che egli si sia interessato della politica locale senza rendersi conto del fenomeno della compenetrazione della camorra nella vita politica, alla cui gestione avrebbero provveduto, a sua insaputa, gli esponenti locali della corrente…
Appare evidente che la consapevolezza da parte dell’imputato dell’infiltrazione camorristica nella politica campana, insieme allo stretto rapporto mantenuto con gli esponenti locali della sua corrente e con le istituzioni politiche del territorio medesimo, nonché all’omissione dei possibili interventi di denuncia e lotta al sistema oramai instauratosi in zona, costituiscono elementi indiziari di rilievo da cui potersi dedurre la compenetrazione dell’imputato nel sistema medesimo, secondo quanto posto in rilievo dalla Pubblica Accusa… Il Gava non risulta essersi concretamente attivato, quale capocorrente della Dc o nelle sue funzioni ministeriali, per porre un argine al fenomeno della contaminazione politica da parte della criminalità nel territorio campano; come nessuna iniziativa ha adottato per la sospensione dei consiglieri comunali, di cui pur conosceva la contiguità alla camorra, sospensione resa possibile dalla Legge entrata in vigore quando era ancora ministro degli Interni». Insomma, il ministro dell’Interno Gava stava con lo Stato, ma anche con la camorra. Se questo, per dirla col professor Galasso, è «uscire benissimo da ogni aula di tribunale», allora una strada non basta. Gava merita almeno un monumento equestre
Marco Travaglio
http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/
Possono santificarlo in “italia” - lo hanno fatto anche con craxi - ma di sicuro non possono farlo con i napoletani.
Tutti sappiamo chi era e chi è stato Gava, non ho udito un solo commento di cordoglio nei suoi confronti. Berlusconi lo santifica perchè spera nello stesso trattamento quando toccherà a lui.
Perchè prima o poi gli toccherà, oh se gli toccherà. E anche allora non ci sarà nessun commento di cordoglio, ma solo degli sfastiriati ” se n’è gghiuto natu mariuolo camurrista”