A Chiaiano avvio dei lavori di bonifica e messa in sicurezza

Posted by ciccio on domenica, agosto 24, 2008, 13:08
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A cura di Global Project Napoli

Il governo ed il sottosegretario Guido Bertolaso hanno deciso di accelerare proprio nel mese di agosto le procedure per la costruzione della mega discarica di Chiaiano.
Mentre il 9 agosto la conferenza dei servizi tra governo ed i tecnici della comunità di Chiaiano e Marano hanno scavato un solco incolmabile tra le posizioni delle parti, in pieno agosto all’interno della Cava del Poligono nella Selva di Chiaiano sono partiti i lavori di bonifica e messa in sicurezza. Protetti dai militari, alcune decine di operai hanno cominciato i lavori di bonifica e messa in sicurezza contemporaneamente, data l’indisponibilità della ditta adetta alla bonifica di operare sotto le pareti tufacee delle cava con il rischio che potessero esserci dei crolli.
Gli operai sostenuti dal genio militare dell’esercito che continua ad occupare la cava dichiarata zona militare, lavorano principalmente di notte per la paura di azioni di sabotaggio da parte della comunità resistente di Chiaiano e Marano. Infatti i camion con i materiali di lavoro arrivano ed escono dalla cava solo all’alba, verso le 5 del mattino circa, scortati da ingenti mezzi di polizia e carabinieri. I lavori di bonifica e messa in sicurezza sono , ovviamente, diversi dai lavori di allestimento vero e proprio della discarica.

Per quei lavori si è in una nuova fase, dopo la rottura definitiva del 9 agosto scorso, quando in occasione di un vertice tenutosi a Palazzo Salerno i tecnici del sottosegretario Bertolaso, pur riconoscendo la legittimità delle opposizioni portate dei tecnici dei comitati, hanno sostanzialemente ribadito il carattere politico della scelta.
Entro il 20 agosto dovevano essere presentate presso la sede del commissario straordinario per l’emergenza rifiuti a Palazzo Salerno, la dichiarazione di interesse per le aziende che vogliono prendere parte alla costruzione della discarica. Non un bando di gara dunque, ma una specie di trattativa privata in deroga a tutte le norme e le procedure previste per l’assegnazione di gare d’appalto.

L’avvio parla di una spesa complessiva di 13 milioni di euro, ed aggiunge la necessità di presentare progetti definitivi entro 7 giorni dalla manifestazione di interesse, e consegnare entro 50 giorni un primo lotto dell’opera.
Appare evidente che i tempi sono assolutamente aleatori da questo punto di vista.
In ogni caso il Presidio permanente che ha continuato le sue attività per tutto il mese di agosto, lancia la sua campagna di settembre , con una serie di mobilitazioni, azioni, blitz e manifestazioni su tutto il territorio metropolitano che culminaranno con il Jatevvenne Day del 27 settembre prossimo.

Intanto desta scalpore la normativa inserita nella conversione in legge del decreto 90 sull’emergenza rifiuti che prevede la costituzione di un consorzio unico che dovrà (ipoteticamente) assorbire tutti i lavoratori dei consorzi di bacino (2.300 solo per Napoli e provincia) che non sono mai stati utilizzati per la raccolta differenziata. Questa normativa ha reso nulle tutte le gare d’appalto di quei comuni che in proprio volevano avviare la raccolta differenziata, subordinando la differenziata al consorzio unico. In questo modo anche i singoli comuni che vorranno avviare la raccolta differenziata non potranno farlo….per legge !!!

Sprint per Chiaiano, 5 ditte in corsa

- Si va quindi avanti con il metodo della trattativa privata tra l’unità di crisi ed i vertici delle singole ditte, un iter che non consente di conoscere in anticipo quali siano materialmente i concorrenti ancora in gara. Per l’appalto resistono in cinque, tra cui soltanto una società avrebbe la propria sede operativa entro i confini della regione Campania. Le altre quattro, invece, partirebbero direttamente dalla Lombardia (2 ditte), dal Piemonte e dalle Marche per conquistare un’importante commessa sul territorio partenopeo. -

- «Se si consente ai comuni di gestire la discarica si hanno ritorni economici enormi» Guido Bertolaso. -

Leggete il resto a questo link (fonte: Il Roma del 23.08.08), clicca qui

Oppure cliccate qui sotto su continua.

Sprint su Chiaiano, 5 ditte in corsa. Da “Il Roma” del 23.08.08

Le altre società che hanno presentato domanda provengono dalla Lombadia (in due), dalle Marche e dal Piemonte. Procede la bonifica della cava delle Cinque Cercole, che terminerà in coincidenza con l’avvio dei lavori di allestimento dello sversatoio.

NAPOLI. Tempi più rapidi del previsto per assegnare i lavori alla ditta che dovrà allestire la megadiscarica di Chiaiano. A poco più di una settimana dall’emanazione del bando, infatti, la struttura del sottosegretario all’Emergenza, Guido Bertolaso, sembra già avere le idee chiare su cinque società. La risposta definitiva potrebbe dunque giungere anche prima della metà di settembre e presumibilmente durante la prima decade del mese prossimo. Restano chiusi in uno strettissimo riserbo, tuttavia, i nomi delle aziende arrivate all’ultimo round per aggiudicarsi le opere del discusso sversatoio della periferia nord di Napoli, dove a tal punto appare sempre più probabile che l’inizio dei conferimenti avverrà ad ottobre così come annunciato dal Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel corso della sua recente visita all’ombra del Vesuvio.

I passi decisivi a riguardo della preparazione dell’invaso saranno insomma mossi a breve, quando la rosa delle imprese verrà ulteriormente scremata a seconda delle offerte giudicate qualitativamente ed economicamente più convenienti. Si va quindi avanti con il metodo della trattativa privata tra l’unità di crisi ed i vertici delle singole ditte, un iter che non consente di conoscere in anticipo quali siano materialmente i concorrenti ancora in gara. Da fonti vicine a Palazzo Salerno, ad ogni modo, si è appreso che in lizza per ottenere l’appalto resistono in cinque, tra cui soltanto una società avrebbe la propria sede operativa entro i confini della regione Campania. Le altre quattro, invece, partirebbero direttamente dalla Lombardia (2 ditte), dal Piemonte e dalle Marche per conquistare un’importante commessa sul territorio partenopeo. E se si bruciano le tappe per rendere l’ex poligono un funzionale sito per accogliere 750mila tonnellate di “tal quale”, prosegue al contrario a rilento l’azione di bonifica. Dopo l’ingresso dei camion che ripuliranno l’area dal piombo, infatti, in molti si attendevano un veloce intervento all’interno della cava di Cinque Cercole in cui finora è stato però fatto poco per premere ulteriormente sull’acceleratore. Una marcia in antitesi tra risanamento ambientale e predisposizione della discarica che troverebbe le proprie ragioni con l’intenzione di collegare le attività.

La fine della bonifica, in tal senso, dovrebbe coincidere con l’avvio dei lavori, evitando in tal modo ripetuti movimenti e fuoriuscite di uomini e mezzi dal suolo diventato di interesse strategico nazionale e sorvegliato dalle forze armate. Al momento intanto, sembra nuovamente slittare il parziale allestimento di una piazzola di stoccaggio pari a cinquecento metri quadrati, una piccola porzione di superficie dove già in questo periodo si poteva cominciare a conferire. Considerata la quantità, però, si trattava esclusivamente di un test utile a saggiare l’eventuale reazione della comunità davanti al traffico di autocompattatori e di fronte a qualche cumulo di rifiuto depositato nel quartiere. Prove rimandate, dunque, pure in virtù della protesta dei comitati civici che va allentandosi in vista dell’organizzazione dello “Jatevenne-Day” di fine settembre, quando la rabbia tornerà forte con un corteo che sarà formato da esponenti dei centri sociali pronti ad approdare da tutta Italia.

Mariano Rotondo

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8 Risposte a “A Chiaiano avvio dei lavori di bonifica e messa in sicurezza”

  1. francospin
    24 agosto, 2008, 20:46

    24/08/2008 IL MATTINO DI NAPOLI

    Rifiuti radioattivi, il piano raccolta frena

    DANIELA DE CRESCENZO È scattato settanta volte in poco più di due mesi l’allarme che segnala le sostanze radioattive nella spazzatura diretta in Germania. Si è trattato quasi sempre di materiali residui delle terapie ospedaliere. E in tutti i casi l’allarme è rientrato senza particolari drammi: è bastato individuare e scaricare il materiale fuorilegge perché i treni potessero ricevere il disco verde della partenza. Operazioni relativamente semplici, che tuttavia hanno finito ogni volta per rallentare non solo le singole operazioni di smaltimento, ma l’intero ciclo di raccolta.

    L’effetto domino infatti, in questo casi, è dirompente, con centinaia di camion costretti ad attendere più a lungo del necessario di «liberarsi» dal carico trasportato. Per tenere sotto controllo la situazione, la struttura del sottosegretario Guido Bertolaso ha deciso di installare dei «detector della spazzatura», dei portali simili a quelli utilizzate negli aeroporti per controllare i bagagli e le persone. Solo che in questo caso a essere supervisionati saranno i camion e i treni che trasportano la spazzatura. I detector saranno sistemati all’ingresso di ogni discarica e nei siti di stoccaggio dove vengono caricati i cassoni da sistemare sui treni diretti in Germania.

    Serviranno a identificare i carichi che nascondono rifiuti pericolosi e soprattutto radioattivi. In questo modo dovrebbe essere semplificato il lavoro dei militari che attualmente tengono sotto osservazione le discariche di Sant’Arcangelo, Savignano e Ferrandella e dei vigili del fuoco che a Pomigliano controllano la spazzatura in partenza per la Germania. Attualmente sono ogni giorno dieci i vigili del fuoco del comandante Ugo Bonessio impegnati nel servizio, ma ci sono anche uomini che arrivano da altre regioni italiane.

    Uno sforzo imponente, come quello messo in campo dall’esercito, che dovrebbe essere supportato dal prossimo mese dalla tecnologia più avanzata. E proprio sui treni dei rifiuti, nei giorni scorsi il deputato An-Pdl Giorgio Holzmann ha presentato un’interrogazione al ministro dei Trasporti.

    «Sempre più spesso accade che i treni che dalla Campania trasportano le immondizie in Germania vengono fermati dalle autorità austriache perchè i vagoni vengono ritenuti poco sicuri e tale fatto produce spiacevoli conseguenze», scrive il deputato, secondo il quale di questi blocchi risentirebbe tutto il traffico ferroviario diretto al Nord. Il 6 giugno venne bloccato un treno diretto in Sassonia perchè a bordo furono individuati dei residui di iodio 131, una sostanza utilizzata per gli accertamenti medici. Da allora vengon o svolti controlli accurati prima della partenza dei convogli con i geiger.

    Polemiche anche in Irpinia, dove per domani è previsto l’avvio dei lavori in area Asi, a poche centinaia di metri dal Cdr di Pianordardine, per l’allestimento su ordine del Commissariato di altre quattro piazzole attrezzate per lo stoccaggio di ecoballe. Complessivamente l’area ne dovrebbe ospitare altre quattromila, oltre le tremila già stoccate qualche mese fa. Il nuovo carico proverrà in parte da depositi del casertano (3mila) e in minima parte da Avellino città, dove alle spalle dello stadio ci sono a terra 550 ecoballe coperte da un telone ed altrettante dalla stazione di trasferenza di Flumeri. E questo senza contare le 9mila ecoballe che da anni giacciono presso il parcheggio del vicinissimo Cdr di Pianodardine. Protestano i sindaci della zona (Prata, Montefredane, Atripalda, Manocalzati): «Questa provincia è ormai destinata ad essere un vero e proprio immondezzaio».

    ***
    A Chiaiano Bertolaso, lo sgherro di BokassaB., sono sicuro che si ”dimenticherà”.. di far usare i contatori geigers ai cari soldatini presidianti & salvatori degli interessi della patria sul magnifico sito di «importanza strategica nazionale» ..Tanto, non ci sono Austriaci - che sono Austriaci e non ci si scherza - a cupa Vrito e Poggio Vallesana, ma quei ”menefreghisti” dei Napoletani. Lo sgherro ha avuto a definirci così l’altro ieri , no?, Di noi - pare- e a buona ragione è appunto deciso a punire il menefreghismo, magari facendo ..dimenticare i geigers in caserma aiutato e coperto dal decreto di autorizzazione del suo capo NanoBokassa di maggio scorso… E sì che Il decreto non prevede esplicitamente anche lo sversamento di radioattivi a Chiaiano e nelle altre 9 discariche, ma, visto che non ci saranno gli Austriaci da queste parti che lo stanno facendo filare dritto, chi se ne fotte di ficcarci in mezzo pure un po’ di radiattivi fra i rifiuti tossici già autorizzati ? Il governo in Italia allora che ci sta a fare ?

  2. rosalba
    25 agosto, 2008, 9:22

    Scritto da Marco Demarco da il Corriere del Mezzogiorno,

    «Gli sciocchi, gli ingenerosi, i combattitori a vuoto e con poco rischio, i plebei di cuore e di mente sono sempre proclivi a ingiuriare i popoli». Non diceva così don Benedetto Croce? E allora perché Bertolaso si è messo a fare il Farini della situazione? «I Beduini, a riscontro di questi cafoni, son fior di virtù civili», diceva l’emissario di Cavour. Sentite ora che cosa ha detto l’altro giorno il sottosegretario ai rifiuti: «A Napoli e in Campania c’è un comportamento lassista e menefreghista della stragrande maggioranza della popolazione, ciò dipende da un certo tipo di cultura e di educazione; per questo comportamento, che non sarà più tollerato, sarebbe auspicabile reintrodurre l’educazione civica a scuola». Come si vede, per certi luoghi comuni il tempo non passa mai. Vada dunque per la sua idiosincrasia nei confronti delle giacche e delle cravatte, vada per quelle sue tutine da spesa nei supermarket, e vada anche per quell’aria sempre imbronciata che sfodera ad ogni apparizione in pubblico, ma la lezioncina sull’inciviltà dei napoletani, quella no, Bertolaso se la poteva francamente risparmiare. Noi possiamo sopportare tutto, pur di avere una città ripulita dai rifiuti. Anche la «prefettizzazione» a tempo della città. Anche la retorica del premier netturbino. Ma non le tirate antropologiche. Non essendoci ancora indizi sufficienti o prove inoppugnabili sarebbe prematura qualsiasi accusa di pregiudizio antimeridionale. A proposito di Bertolaso, tuttavia, si può legittimamente parlare di pigrizia analitica. Fossimo Claudio Velardi risponderemmo con un estemporaneo «menefreghista a chi?». Ma la questione merita più di una battuta. Qui non si tratta di difendere l’indifendibile, e cioè l’oggettività dei fatti: l’immondizia, il discredito internazionale, il fallimento dell’autogoverno locale. Ma perché salvare i responsabili politici di questo fallimento e accusare invece gratuitamente il popolo campano? Perché antropoleggiare alla Farini, insomma? A Bertolaso andrebbe chiesto semmai per quale ragione lui preferisca sedere al fianco di Bassolino e Iervolino, accettandone la collaborazione istituzionale, per poi prendersela con la maggioranza dei napoletani e de campani. Sono forse questi più colpevoli dei loro leader? Chi scrive non crede che ci siano popoli perfetti. Se così fosse ci sarebbe da qualche parte un mondo senza politica, senza morale, senza stato, senza apparati repressivi. Bertolaso ne conosce qualcuno, di questi mondi? Il problema, allora, è il grado di efficienza di queste «invenzioni» umane, inventate proprio per far fronte alla imperfezione del genere umano. Il grado, cioè, di efficienza dello Stato, delle politiche, delle strutture ammini-strative di cui Bertolaso fa parte. Il sottosegretario ai rifiuti si occupi allora di questi problemi, che tra l’altro conosce bene e sa anche ben risolvere lì dove nessuno si mette a fargli lo sgambetto. E lasci perdere i facili antropologismi. Tenga semmai a mente quelle parole sempreverdi di don Benedetto.

  3. pina
    25 agosto, 2008, 19:25

    Allora si dovrebbe riflettere su 2 punti:
    1) perchè Napoli tutta non si inidigna, non si scuote, non si ribella ad una campagna di diffamazione sulla sua valenza culturale, storica e civile? Perchè i Napoletani non dicono Basta a chi li definisce “INCIVILI E MALEDUCATI”, prima il premier, poi i giornalisti, poi Bertolaso, poi i leghisti, poi pino daniele e gigi d’alessio….ma i Napoletani tacciono e acconsentono???
    2)A chi parla di “reintrodurre” educazione civica a scuola rispondo che forse deve ritornare lui a scuola per informarsi dei programmi didattici che contemplano (in tutti i cicli scolastici) educazione all’ambiente e alla convivenza civile…guarda un pò′ anche nelle scuole di NAPOLI|||| o A propoito: ho 2 nipoti che frequentano le elementari nelle scuole di Chiaiano e i loro libri scolastici contengono pagine e pagine sul riciclaggio dei rifiuti, con tanto di disegnini di contenitori per la differenziata….ebbene le loro mamme la differenziata la potevano guardare su quei libri…perchè i contenitori per strade NON C’ERANO e NON CI SONO. Altro che educazione a scuola. BISOGNA, INVECE, PROMUOVERE LA LETTURA DI GOMORRA A SCUOLA COSI’ LA GENTE, I NAPOLETANI, SAPRANNO FARE LE GIUSTE DOMANDE A CHI CI FREGA E SI PERMETTE PURE DI SFOTTERCI

  4. rosalba
    25 agosto, 2008, 21:54

    Non possiamo pure noi denunciare il commissario??

    Archeologia/ Pompei, Uil denuncia commissario a Corte dei Conti
    Per illeciti nell’impiego di risorse pubbliche

    Roma, 20 ago. (Apcom) - Il segretario generale del coordinamento nazionale Uil Beni e attività culturali, Gianfranco Cerasoli, denuncerà la gestione commissariale del parco archeologico di Pompei alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica per accertare eventuali responsabilità nell’impiego di risorse pubbliche.

    “Oggi mi sono recato a Pompei per rendermi conto della cosiddetta ‘cura Profili’ - ha detto Cerasoli alludendo al nuovo commissario dell’area, il prefetto Renato Profili, nominato da poco dal ministro dei Beni culturali Sandro Bondi - e devo dire francamente che dopo aver letto il capitolato di appalto con il quale Profili ha deciso l’affidamento a vigilantes privati alcune zone degli scavi mi sorge il dubbio circa la liceità dell’operazione che ha un costo abnorme, non giustificato in presenza di risorse di personali più che sufficienti a garantire l’apertura delle Domus chiuse”.

    “In più - aggiunge - stamani il soprintendente Guzzo ha dichiarato nel corso della riunione sindacale che la Soprintendenza non ha un solo centesimo in cassa e non esistono neanche i 40 milioni di euro destinati alla gestione Commissariale”.

    Nei giorni scorsi, infatti, il commissario ha emesso un decreto (n. 55 di protocollo) con il quale ha indetto una gara a licitazione privata per l’istituzione del servizio di vigilanza privata per il piantonamento degli ingressi principali e itineranti, per quelli secondari per l’area archeologica di Pompei: per la Uil “è del tutto evidente che l’operazione di inserimento di vigilantes privati risponde a due logiche, fare operazioni di facciata e di rispondere a sollecitazioni territoriali. Infatti - denuncia Cerasoli - è veramente grave che venga indetta una gara per l’assunzione di sette vigilantes privati con un un importo a base d’asta pari a 720.000 euro al netto di iva con un costo mensile per 12 mesi di60.000 euro sempre a netto d’iva, pur in presenza di risorse umane interne alla soprintendenza già individuate a seguito degli incontri con il soprintendente Guzzo di almeno 30 unità a costo zero”.

    “In questo caso non c’è stata alcuna intesa tra Guzzo e Profili con il risultato che appare assurdo dilapidare circa 860.000 euro per una operazione di facciata quando il sito di Pompei ha bisogno di risorse per poter effettuare restauri e tutela dell’area archeologica più importante al mondo”. “Porterò questa grave decisione - conclude il segretario - all’attenzione del ministro Bondi e della Commissione generale d’indirizzo”.

    http://notizie.alice.it/notizie/cronaca/2008/08_agosto/20/archeologia_pompei_uil_denuncia_commissario_a_corte_dei_conti,15796842.html

  5. Gianni
    26 agosto, 2008, 10:54

    Siete proprio la sfaccimma della popolazione mondiale voi napoletani. Ignoranti e incivili come nessuno al mondo.

  6. 26 agosto, 2008, 14:41

    XGianni: hai ragione! Io vivo alla frazione di Casoria: Arpino al limite tra il quartiere san pietRO a Patierno di Napoli c’è una strada dove fino a qualche mese fa regnava il sacchetto selvaggio, via Enrico Toti dove persone hanno visto incivili che lanciavano sacchetti direttamente dai finestrini delle loro auto creando una mega discarica il questa strada che non veniva ritirata perchè quello non era il normale posto dove veniva raccolta la spazzatura, la maggior parte erano sacchetti di utenza domestica, più inciviltà di questa si muore. I residente invece di denunciare l’accaduto ai vigili sai come risolvevano? Bruciavano i rifiuti facendoci respirare ancora di più diossina.

  7. 26 agosto, 2008, 14:44

    X PINA: IN ALcuni luoghi di Napoli e periferia ci vogliono gli interventi di volontariato, lo vuoi capire che quelle persone appartengono al terzo mondo, non ad un paese evoluto, sono esseri primitivi che vogliono rimanere tali, io ci vivo purtroppo in queste zone dove regna il sacchetto selvaggio, non vogliono rispettare nulla e se ne fregano della loro terra, non hanno rispetto nemmeno per il palazzo dove loro abitano.

  8. francospin
    26 agosto, 2008, 15:42

    @Rubi110

    Amare verità…

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