Pubblichiamo una notizia tratta dal Corriere del Mezzogiorno
Sospeso a diversi metri di altezza lavorando a torso nudo su di un braccio meccanico, senza né tuta né imbracature necessarie a lavorare in tutta sicurezza, solo un casco a proteggerlo. Ecco - racconta il quotidiano «Roma» - come lavora un operaio nella cava di Chiaiano, sito destinato ad ospitare la tanto discussa discarica cittadina. Violate le basilari norme sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, un operaio si accinge ad apporre la rete metallica di protezione che dovrà evitare crolli di prismi rocciosi dal costone di tufo che circonda la cava (pericolo sottolineato più volte dal geologo Franco Ortolani), ma lo fa senza cautele in barba alle norme vigenti e, soprattutto, alla propria incolumità. Oltre al rischio cadute, altro aspetto dannoso della vicenda è rappresentato dal riaffiorare, in seguito ai lavori di bonifica della cava che stanno avendo luogo, di sostanze altamente nocive come il piombo mischiatosi al terreno che sta subendo una notevole movimentazione a causa dei lavori in corso. I bob-cat che squarciano la cava portano alla luce cumuli di immondizia indifferenziata seppellita da tempo rendendo ancor più pericoloso il luogo dove tanti operai lavorano duramente anche di notte per consegnare l’invaso di tufo bonificato entro l’inizio del prossimo autunno. Protetti da decine di militari per scongiurare il rischio di un sabotaggio ai lavori, gli operai a causa del non rispetto delle norme di sicurezza sul luogo di lavoro si trovano però di fronte ad una minaccia meno visibile, ma ugualmente concreta. Continuano intanto le attività dei movimenti ambientalisti in protesta alla realizzazione della discarica. È previsto per il 27 Settembre (mese caldo dal punto di vista della protesta ambientalista) il “Jatevenne Day”, giornata di protesta contro la scelta di Chiaiano quale sito per la discarica.
La stessa notizia è stata riportata dal quotidiano “Il Roma”
Discarica a cielo aperto a via V. Alfieri Villaricca, grazie al sig. V. De Falco per le foto.
E’ bene che emerga “anche” il cinismo sulla pelle degli operai che lavorano alla cava, che emerga il cinismo e l’indiferenza sulle vite di chi lavora senza sicurezza…tanto operai, cittadini, abitanti del luogo, studenti= per chi è al potere è irrilevante questa molteplicità di vite umane, per i nostri governanti siamo solo numer, cifre, al massimo cognomi da ricordare per arresti o pedinamenti. Le nostre teste per loro non hanno pensieri, sono solo da manganellare. In Sicilia il ministro Alfano decide di cambiare il nome dell’aereoporto di Comiso (vi ricordate Comiso e il nucleare?) intitolato ad una vittima della mafia PIO LA TORRE per rpristinare il nome di un generale italiano caduto nella guerra del 1936 in Africa dove certamente non distribuiva aiuti umanitari!!!! SEGNALI! come è un segnale che il ministro Gelmini voglia proporre un unico maestro: beh…bisogna darle atto di coerenza! appartiene ad un governo che vuole analfabetizzare il paese. Il ministro si sarà detta che tre insegnanti insegnano a scrivere, leggere e far di conto…con uno sarà più difficile e le future generazioni per forza di cose saranno ignoranti oltre che dormienti!!!!! E io che proponevo la lettura e l’analisi di Pasolini alle medie!!!!Accorrete in tanti per la raccolta firme. Chiaiano è soprattutto emergenza democratica!!!!!
:mrgreen:logico che col caldo gli operai lavorino a torso nudo..pretendete forse che col lavoro di fatica che fanno siano vestiti ?????