Presentazione del libro “Ecoballe”

Posted by admin on Mercoledì, Settembre 10, 2008, 19:49
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22 settembre ore 18,00

al caffè letterario Intra Moenia

Piazza Bellini 70 - 80138 Napoli

Alex Zanotelli presenterà il libro

Ecoballe

di Paolo Rabitti

Aliberti Editore

sarà presente l’autore

Prima dell’estate scopro una testimonianza shock. Il libro Ecoballe di Paolo Rabitti. Cerco subito qualche recensione e ne scopro una di Guido Viale (esperto di cui si avvale la Regione Campania) su Il Manifesto del 12/07/2008.

Nessun altro quotidiano mi pare l’abbia recensito. Non mi meraviglio. Allora lo compro. E’ ben distribuito e lo trovo subito.

Chi è Paolo Rabitti.

Un ingegnere urbanista, docente universitario, ricercatore, lavora come consulente per diversi enti pubblici. E’ stato consulente tecnico delle procure in innumerevoli casi: dal petrolchimico di Marghera per conto del pm Felice Casson al processo Enel di Porto Tolle; dal Petrolchimico di Brindisi alla causa per l’inquinamento di DDT del Lago Maggiore.

Le sue relazioni tecniche per la Procura di Napoli sono un fulcro dell’accusa nel processo al presidente della Regione Campania e ai vertici di Impregilo.

Per la prima volta un tecnico svela il business miliardario del pattume, il nuovo petrolio tutto italiano.

Questa è una parte di una sintesi riportata nel libro che documento e spiega l’emergenza rifiuti (ringrazio Emilia Santoro per la trascrizione).

L’intervista shock di Matteo Incerto all’Ing. Rabitti dal titolo: Campania, l’ ABI (Associazione Bancaria Italiana) contro la raccolta differenziata, clicca qui (fonte: youtube.com)

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6 Risposte a “Presentazione del libro “Ecoballe””

  1. francospin
    10 Settembre, 2008, 20:11

    uack ! l?l’ avevo comprato 20 giorni fa, me lo sto sorseggiando..è uno sciroppo a menta! dopo aver letto ogni capitolo , mi scopro sempre più come quello del film ‘il Silenzio degli Innocenti” per la rabbia e l’orrore che provo…

  2. anonima_mente
    10 Settembre, 2008, 20:23

    le banche: w gli inceneritori e abbasso la differenziata

    http://it.youtube.com/watch?v=kPaB1vmlp30&feature=related

    care banche, cercate di far soldi con le cose che non ledono la salute della gente

    guardate, non fa nulla, vi diamo anche gli stesi soldi che servono per gli inceneritori ma vi prego, non uccideteci.

    ma la frutta alla diossina non ve la mangiate pure voi? No? e che vi mangiate a pranzo, BOT e CTT ?

  3. francospin
    11 Settembre, 2008, 2:33

    dalla rubrica ‘Italians’ di Beppe Severgnini ( stavolta per rimestarvi la bile nel fegato) :

    Lettera di un lettore cui vi invito a replicare per posta elettronica privatamente e con tono secchi ma garbati anche se si merita solo un V…

    ****

    1 - ( con risposta di B. Severgnini)

    Monnezza di Napoli. Tutta una montatura del satanico Berlusconi?

    Caro Severgnini,
    La sagace vivacità dei napoletani, nel divertirci, è sempre stata ben accetta e partecipata da tutti gli italiani. Che sia per questo che alle volte qualche napoletano se ne approfitti ed ecceda? Vediamo. Gianpaolo Ambrosio (Italians, 8 settembre ) ci fa rilevare che la storia della monnezza di Napoli è tutta una montatura del satanico (a dire poco) Berlusconi che per una quindicina di anni ha tramato e allignato con una certa (dico certa) partenopea amministrazione prevedendo, fin dall’inizio, di arrivare allo spettacolare successo della ripulitura in quindici giorni. E così tra Silvio e i partenopei ne è sortita una (sempre a dire poco) diabolica canagliata. Ovvero, tra il Nord e il Sud una volta tanto siamo alla pari.
    Un caro saluto a tutti.

    Osvaldo Savoini, savoini.osvaldo@tiscali.it

    R.:
    Lettera interessante, e non è l’unica in materia (vedi centrale di oggi). Solo una domanda, caro Savoini, ripensando ad altri suoi interventi: non è che per lei Mister B. ha sempre ragione?

    —————————-

    2 - ( con risposta di B. Severgnini)

    Monnezza e Alitalia: Berlusconi risolve

    Caro Severgnini,
    tempo addietro ti avevo posto il quesito: perché la sinistra, in 14 e passa anni, non aveva ripulito Napoli, mentre Berlusconi l’ha fatto in meno di due mesi? Mi hai risposto: stiamo a vedere, non è detto che ci sia riuscito. I fatti stanno dimostrando che c’è riuscito, ma il paradosso è che sta collaborando con lui anche Bassolino: apoteosi.
    Passiamo all’Alitalia. Ti ricordi le nostre, in particolare quelle di Bersani, battute ironiche: la cordata fantasma, la cordata che non c’è, le bugie e le fanfaronate di Berlusconi. Altro che bugie, ha trovato, sempre lui Berlusconi, 16, anzi 18, imprenditori che hanno investito 1 miliardo di euro e passa di danaro fresco. Il commento di Bersani: hanno versato il danaro con la pistola alla tempia. Si può dire una sciocchezza più grossa?
    Ti rinnovo la mia stima e, nell’ansiosa attesa di rileggerti, ti porgo i miei più sinceri saluti.

    Domenico Capussela,

    Lei mette insieme due questioni molto diverse, caro Capussela. Proviamo a vederle una per una.
    Monnezza. Ho parlato con qualche amico napoletano e mi sono convinto che Berlusconi sia riuscito a metterci una pezza. Se verrà avviata la raccolta differenziata e saranno costruiti in tempo i termovalorizzatori - i nuovi «siti strategici» (!) prima o poi si riempiranno - può essere che si torni alla normalità. Bene. Sono contento. Come c’è riuscito, il capo del governo? Come mai la popolazione intorno alle discariche s’è di colpo calmata? Perché la camorra, per cui l’immondizia è un business, ora sta buona? Qualcuno ha giocato sull’emergenza, in periodo pre-elettorale? Non lo so. Penso che solo un giornalista napoletano con ottime fonti possa arrivare in fondo della faccenda. Quello che sta accadendo non toglie nulla alle responsabilità della sinistra campana e di Bassolino. Ce lo ritroveremo dentro il Pdl? Non sarei stupito.

    Alitalia. Qui proprio non siamo d’accordo. In attesa di vedere come andrà a finire (domani?), alcune cose sembrano evidenti. La soluzione non ha nulla che fare col libero mercato. Nazionalizzare le perdite e privatizzare i beni? Troppo facile. Ovvio che gli imprenditori ci stanno! Immaginiamo che non esistano contropartite future (anche se è dura crederlo). Quanto vale una compagnia di bandiera ripulita da debiti ed eccessi di personale? Secondo me, un sacco di soldi. Miliardi di euro, non qualche centinaio di milioni. Proviamo a offrirla a queste condizioni a Air France, Lufthansa o British Airways: secondo me, fanno salti di gioia. E poi magari la fanno anche funzionare. Lei dice, Domenico: comunque sia, Berlusconi salva Alitalia. Io rispondo: a che prezzo? I contribuenti si ritrovano a pagare i debiti, come hanno sempre fatto (ma sono troppo pigri e disinformati da capirlo). Gli imprenditori si beccano la ciccia. La politica continuerà a metterci becco. Air One salva la pelle (per la gioia delle banche), e con AZ crea un monopolio sulla Milano-Roma. Un ottimo «city airport» come Linate verrà declassato. Ne valeva la pena?
    Infine: per quasi sette anni Mister B, da Palazzo Chigi, ha assistito al disastro della compagnia di bandiera (gli altri sette anni pesano sulla coscienza di Prodi e della sinistra). Svegliarsi prima, no?

    ————————————

    3 - Lettera ‘incriminata’, che non piace ai benpensanti conformisti nordici:

    La monnezza di Napoli sparita per magia

    Monnezza a Napoli: da un certo giorno in poi la spazzatura comincia a inondare le strade di Napoli, le foto fanno il giro del mondo, gli italiani si vergognano, partono i blocchi stradali, gli incendi dei cassonetti, sassate a vigili del fuoco e Polizia, indimenticabili le immagini delle madri che minacciano di darsi fuoco se sotto casa gli fanno la discarica (impagabile in tal senso quella bella drammatizzazione tutta partenopea che accompagnava le proteste “Chi nun la volimmo, dovranno passare sui nostri cadaveri, iamuninne!). Berlusconi vince le elezioni promettendo di ripulire il capoluogo campano, improvvisamente la spazzatura comincia a sparire, si mandano 4 soldatini a vigilare dei buchi nella terra, le foto di Napoli ripulita fanno il giro dei TG italiani, la signora che minacciava di darsi fuoco e gli ultras del “sotto casa mia mai la discarica” spariscono improvvisamente senza che nessuna troupe televisiva e/o giornalista si chieda dove siano finiti i sacchetti maleodoranti o semplicemente per capire dove sono andati a vivere tutti quelli che protestavano così violentemente. Morale della storia: possibile che non abbia mai sentito uno che spiega ai napoletani che la loro splendida città è stata usata per una delle piu’ spregiudicate operazioni di creazione del consenso (dopo) e del dissenso (prima) degli ultimi anni? In un posto come Napoli si organizzano blocchi stradali e sassaiole, per poi farle finire in una sera, senza che la camorra ci metta lo zampino? Liberi di crederci se volete. Io rimango al fatto che il piu’ clamoroso atto di accusa nei confronti della criminalità campana è stato scritto da un ragazzo di 30 anni senza esperienza, perchè non da un 60enne cronista del Mattino? Chillo (Saviano) è ‘nu pazzo, l’altro (il cronista) tiene famiglia.

    Gianpaolo Ambrosio , gianpaoloambrosio@tiscali.it

    ———-

    http://www.corriere.it

  4. pinuz
    11 Settembre, 2008, 14:11

    volevo segnalare un interessante articolo apparso sull’espresso che fa luce, se ancora ce ne fosse bisogno, sulla questione rifiuti in campania:
    http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Cosi-ho-avvelenato-Napoli/2040653//0

  5. SKYLINE
    11 Settembre, 2008, 14:33

    Ma avete messo il Moderatore?!

  6. SKYLINE
    11 Settembre, 2008, 14:34

    Ok. Proverò a postare sul vecchio post in risposta ad alcuni interventi.

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