Inquina meno, spendi meno e vivi meglio !

Posted by ciccio on Martedì, Settembre 16, 2008, 19:15
Questa notizia e' stata inserita nella categoria Emergenza rifiuti ed ha 19 Commenti ancora .

Ecco la ricetta per vivere meglio e spendere meno in Campania da       lo staff di chiaianodiscarica.it

- RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA (permette di incrementare notevolmente la percentuale di rifiuti riciclati)

- TARIFFA SUI RIFIUTI (non più tassa dei rifiuti, in questo modo si incentiva la raccolta differenziata)

- RIDUZIONE DEGLI IMBALLAGGI (rappresentano il 40% in volume dei rifiuti solidi urbani)

- COMPOSTAGGIO (viene prodotta sostanza fertilizzante dai rifiuti)

- TRATTAMENTO A FREDDO DEI RIFIUTI - Trattamento Meccanico Biologico (TMB)

Pubblichiamo una lettera inviataci dal Comitato Civico “Rosa dei Venti”

In Campania i 7 impianti CDR con una piccola spesa ed in brevissimo tempo (meno di 10 milioni di euro in sei mesi)  si trasformino in TMB, rendendo la Campania tra le regioni più moderne (in quanto a trattamento rifiuti) d’ Italia se non d’Europa!

Per quanto riguarda il danno economico del piano governativo (di entrambi gli schieramenti attualmente in parlamento) è di 5 miliardi di euro (solo per cominciare), una enormità, soprattutto in riferimento al particolare momento storico: quanti posti si potrebbero salvare (alle elementari per esempio); quanti soldi sttratti alla “vera ricerca”; quanto all’agricoltura biologica; quanto è stato tolto allo sviluppo di fonti rinnovabili (legittimi destinatari degli incentivi cip 6); cosa accadrà al sud dopo il federalismo della lega; per queste e per tante altre ragioni non possiamo permettere un tale danno.

Il danno agli alimenti ed alla salute sarà elevatissimo se faranno inceneritori  con una portata così enorme.

Vedi anche la voce nanopatologie sul sito www.nanodiagnostics.it.

Per la questione locale il libro che più di tutti ci ha fatto aprire gli occhi è “Ecoballe” di Paolo Rabitti” (esperto incaricato dal tribunale nell’inchiesta su Impregilo), che sarà a Napoli il 22 a piazza Bellini (ore 19 caffè letterario “intra moenia”). Per leggere il post, clicca qui.

Diffondere queste notizie, solo così potremo prevenire una cosa che se avverrà, la sola denuncia non basterà a salvare la Campania o forse l’ Italia, visto che il piano definitivo prevede un inceneritore per ogni provincia.

Con Stima

Comitato Civico “La Rosa Dei Venti Di Chiaiano”

Puoi lasciare un commento , o un trackback dal tuo sito personale .

19 Risposte a “Inquina meno, spendi meno e vivi meglio !”

  1. francospin
    17 Settembre, 2008, 2:02

    SPERIAMO CHE SIA VERO ! E’ L’UNICO MODO PER COSTRINGERE STA MASSA DI AMEBE A NON COMPRARE E USARE PIU’ CONTENITORI DI PLASTICA. CHE BELLA, CERTE VOLTE, LA GLOBALIZZAZIONE (DELLA FOBIE PLANETARIE) :D

    dal corriere.it

    LA SALUTE
    Bottiglie di plastica «pericolose»:
    scontro tra ricercatori negli Usa
    Uno studio evidenzia rischi per la salute. Ma gli scienziati non sono concordi

    WASHINGTON – Secondo una ricerca dell’Università di Darmouth, il BPA o bisfenolo A, una sostanza chimica presente in contenitori di plastica come le bottiglie per gli infanti, negli occhiali e nei Cd, potrebbe danneggiare la salute. I due autori della ricerca, Lisa Schwartz e Steven Woloshin, che ne hanno pubblicato i risultati sul Journal of the American Medicine Association, non ne sono certi. Ma sollecitano studi più approfonditi, perché non si può escludere, osservano, che il BPA nuoccia al sistema cardiovascolare e contribuisca al diabete e alla obesità: «Occorrono riscontri scientifici».

    SCONTRO - La ricerca ha riacceso un dibattito aperto un mese fa, quando la FDA o Food and Drug Administration, l’ente di controllo dei farmaci, smentì che il BPA sia pericoloso. Quasi simultaneamente, l’Istituto nazionale della sanità, in seguito a numerosi esperimenti condotti sugli animali, prospettò la tesi contraria. Questa sostanza, disse, può causare in certi casi scompensi cardiaci e può ledere il sistema riproduttivo perché interferisce nell’attività dell’ormone che li protegge. Pose inoltre un grave quesito: se il BPA non possa influire negativamente sul cervello dei feti e degli infanti.

    GLI ESAMI - I due ricercatori dell’Università di Darmouth hanno esaminato la urina di 1.455 persone, e trovato tracce di bisfenolo A nel 90 per cento di esse. Hanno scoperto che 136 soffrivano di diabete e 79 di disturbi cardiocircolatori, una percentuale superiore al normale. Ma questi dati sono stati interpretati in maniera opposta dalla comunità scientifica. David Melzer della Università di Exeter ha obiettato che è difficile stabilire se le malattie fossero precedenti o successive all’uso di bottiglie col BPA. Frederick Vom Saal, un biologo della Università del Missouri che da tempo definisce tossica la sostanza chimica, ha chiesto che ne venga sospeso l’impiego. L’industria chimica ha reagito aspramente alla pubblicazione della ricerca, ribadendo che il BPA è sicuro, e sottolineando che è certo che non produce tumori. Secondo John Peterson Meyers, che insieme con Vom Saal ha scritto la prefazione al rapporto, non c’è ragione di panico, ma la FDA dovrebbe riaprire il relativo dossier. Meyers ha ricordato che anche l’Unione Europea ha approvato il bisfenolo A nei contenitori di plastica, ma che in Canada il governo ha proposto di recente di vietarlo nelle bottigliette per l’allattamento degli infanti, come misura precauzionale. I media hanno dato rilievo al rapporto del Journal of American Medicine Association ma senza fare dell’allarmismo: è bene attendere l’esito degli studi che verranno avviati, ha detto la tv CNN.

    Ennio Caretto
    16 settembre 2008

  2. giovanna
    17 Settembre, 2008, 9:55

    Con grande meraviglia, ma grande grande grande, ho letto sul sito tetrapak che tra i pochi comuni della Campania che hanno avviato la raccolta del tetrapak figura anche Napoli città.
    Perchè nessuno lo dice e lo pubblicizza?

    http://www.tetrapak.it/hpm00.asp

    http://www.tiriciclo.it/hpm00.asp?IdCanale=3

  3. ciccio
    17 Settembre, 2008, 14:43
  4. ciccio
    17 Settembre, 2008, 14:44

    e ancora, plastica biodegradabile dagli alimenti, un progetto italiano

    http://protonutrizione.blogosfere.it/2008/04/plastica-biodegradabile-dagli-alimenti-un-progetto-italiano.html

  5. francospin
    18 Settembre, 2008, 0:34

    SADDAM BASSOLEIN E GLI UOMINI DI STATO ITALIANO ATTRATTORI E MECENATI DI ARTE E CULTURA DA TUTTO IL MONDO ( NON DIMENTICHIAMO I MUSEI ECCELSI MAD.RE E P.A.N. VOLUTI DAL NOSTRO DIVO BASSOLEIN)
    IL MONDO CI APPREZZA, SOLE, MARE, AMMORE, MANDOLINO, RAGU’ E CAMORRA, ‘O GOLFO (e da ultimo LA RINATA FESTA DI PIEDIGROTTA.)

    UE’ UE’.

    siamo sempre stati soggetti per l’Arte di tutti i tempi …

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    Postcard from Naples

    The Fine Art of Garbage

    By Jeff Israely Thursday, Sep. 11, 2008

    http://www.time.com/time/world/article/0,8599,1840280,00.html -

    THE TIME | WORLD REPORT
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    Cartolina da Napoli .

    Le belle arti della munnezza

    Di Jeff Israeli, giovedi 11 settembre 2008 |THE TIME. WORLD REPORT

    Liu Xiaodong looks at his painting of trash in Naples.
    Tong Wei Jun

    Liu Xiaodong was too lost in his delicate brushstrokes — too deep in the trash heap beneath an East Naples underpass — to notice his visitors: a pair of helmetless (and humorless) teenagers, who had quietly rolled in on a moped as the star Chinese painter added touches of color to his latest en plein air work of social neo-realism. :D

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    Liu Xiaodong era troppo perso dietro i suoi delicati colpi di pennello - troppo rapito da un ‘muntone di munnezza’ al di sotto di una sopraelevata di Napoli est - per far caso ai suoi visitatori, una coppia di adolescenti senza casco ( e privi di humour) che tranquillamente si appropinquavano sul loro motorino, mentre la stella della pittura cinese aggiungeva gli ultimi tocchi di colore alla sua ultima opera en-plein-air di socio-neorealismo. :D
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    More Postcards FromThe same stone-faced duo had shown up about an hour before sunset on each of the six days that Liu had been working on his unlikely rendering of Naples’ notorious garbage. They said nothing and showed no interest in talking with the artist or any of his eight assistants, but stayed long enough to look everything and everyone over — and to be sure they were noticed.[b] They were performing a ritual familiar in the troubled neighborhoods of southern Italy, scouting for local mob bosses and asserting control over the “territorio.”

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    Più cartoline dello stesso duo di facce di bronzo si erano presentate circa un’ora prima del tramonto ciascuno dei 6 giorni precedenti durante i quali Liu mettav mano alla sua improbabile resa artistica della notoria munnezza napoletana. Quei due non hanno aperto bocca e non hanno mostrato alcun interesse nel conversare con l’artista o uno dei suoi 8 assistenti, ma son rimasti abbastanza a lungo epr sorvegliare ognuno e ogni cosa - e per esser sicuri di far notare la loro presenza. Stavano semplicemnte eseguendo un rituale familiare nei torbidi quartieri del sud Italia, facendo ricognizione per conto dei boss della malavita locale e affermando il ”controllo sul territorio” .
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    This particular slice of territory has gotten more attention over the past year than any of the locals — good guys and bad — might have wanted. Last spring’s images of garbage covering entire blocks and neighborhoods in revolt were beamed around the world. News reports blamed the Camorra crime syndicate, government mismanagement, faraway profiteers and [b]ingrained local apathy for the troubled coastal city’s worst-ever waste-removal crisis. The broader implication was that the modern consumer lifestyle is a ticking environmental time bomb. Watching the drama unfold on TV in Beijing, Liu saw the makings of one of his blunt but beautiful site-specific works of social commentary. :D

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    Questa particolare fetta di territorio ha goduto negli ultimi anni più attenzioni di quante gli abitanti locali – I buoni e I cattivi – ne abbiano potuta volere. Le immagini della scorsa primavera della munnezza che copriva interi isolati di edifici e I quartieri in rivolta son state irradiate in tutto il mondo. I servizi giornalistici accusavano il cartello criminale della Camorra, il malgoverno centrale, profittatori a distanza e una incallita apatia degli abitanti per la peggior crisi di smaltimento rifiuti mai vista dalla travagliata città costiera italiana. Una più ampia implicazione era che lo stile di vita del moderno consumatore è una bomba a orologeria ambientale. Guardando il dramma svolgersi in Tv da Pechino, Liu vide che stava prendendo forma uno dei suoi brutali ma bellissimi siti di lavoro adatti alla documentario sociale.
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    “Modern life gives us many things,” the easygoing 45-year-old said on the van ride to his final day of painting. “But I’ve always wondered where does the trash go? Europe may be the most civilized, most mature society on the planet. So why is there this [waste] problem? It’s not supposed to be like this.”

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    « La vita moderna ci dà molto » – dice l’affabile 45enne sul furgoncino in corsa l’ultimo giorno di pittura - « Ma mi son sempre chiesto: dove va a finire tutta quella munnezza ? L’Europa sarà pure la società più civilizzata, più matura del pianeta, ma allora come mai c’è questo problema della munnezza ? Non ci si aspetterebbe che fosse così »
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    Liu has risen to the top of the contemporary art world — in April, he broke a record for a mainland Chinese painting when one of his works fetched $8.2 on auction. His subject matter deals invariably with the consequences of modernity, depicting the forgotten faces of peasants in the Tibetan desert, or families displaced by the rising waters of the massive Three Gorges damn project. He’s also done portraits of prostitutes in Thailand, and high school students in Boston. Says Morgan Morris, the Rome-based curator of this latest project: “Every time there’s something coming to a head, he captures it.”

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    Liu è asceso alle vette del mondo dell’arte contemporanea – in Aprile, ha superato il record per un pittore del continente cinese quando uno dei suoi dipinti ha raggiunto la quotazione d’asta di 8.2 milioni di dollari. La materia dei suoi soggetti ha a che fare invariabilmente con le conseguenze della modernità, ritraendo i volti dimenticati dei contandini nel deserto tibetano, o famiglie sfrattate dalle acque crescenti dell’enorme progetto per la diga della Tre Gole. Ha anche ritratto prostitute Thailandesi e studenti delle scuole superiori di Boston. Dice Morgan-Morris, il curatore del suo ultimo progetto con base a Roma : « Ogni volta che c’è qualcosa che sta giungendo ad una crisi culminante, lui riusce a coglierne l’essenza » -
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    Still, subtly exploring sensitive issues in a China still prone to squash dissent is one thing; painting on the streets of Naples requires a different kind of courage. “This is under control of the clan,” says one local, nodding toward the mounds of illegally dumped trash being rendered iconic by Liu beneath the exit ramp of State Highway SS162. “It’s the Sarno family: they say yes or no if this gets cleaned up or not.”

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    Tuttavia, espolorare delicate questioni in una Cina ancora incline a schiacciare ogni dissenso è una cosa, dipingere nelle strade di Napoli richiede un diverso genere di coraggio. « Questo è sotto controllo dei clan » - dice un abitante locale, accennando alle montagnole di munnezza illegalemnte sversate che vengono rese come icone al di sotto della rampa di svincolo della superstada statale SS162 ( Asse Mediano –ndr) - « E’ la famiglia Sarno: sono loro a dire Sì o No se qui va ripulito o no. »
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    [b]The mob might also have veto power over whether a foreign painter gets to set up his outdoor studio on its turf. They’re unlikely to have known that Liu was a millon-dollar painter [/b]— his support team telling anyone who asked that the Naples work was a “university project.” (Liu does teach at Universtiy of Beijing.) Still, one person had told the local driver of the artist and crew, “We know where they’re staying.” In the end, the project appeared to have garnered a tacit approval, because by the final day, it had become clear that no one in the neighborhood was going to disturb the completion of the giant three-panel work. (One worry was that the trash would be cleaned up overnight.)

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    I clan hanno potere di veto anche per stabilire se un pittore straniero può allestire il suo studio di pittura all’aria aperta sul loro territorio. E’ improbabile che sappiano che Liu è un pittore che vale milioni di dollari sul mercato – il suo gruppo di allievi racconta a tutti che il lavoro su Napoli era un ‘progetto universitario’ ( Liu in realtà davvero insegna all’università di Pechino) . Tuttavia, una persona aveva detto all’autista nativo di qui che accompagna Liu e la sua squadra, « Sappiamo dove sanno alloggiando ». Alla fine, il progetto sembra aver guadagnato una tacita approvazione, perchè per il giorno finale, era chiaro che nessuno nel vicinato sasrebbe andato a disturbare il completamento del lavoro di tre pannella giganti. ( Una della preoccupazione era che la munnezza poteva esser rimossa durante la notte)
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    In the event, the greatest danger to Liu and his crew came not from local mafiosi, but from the canker sores, rashes, flu and other maladies resulting from spending six hours a day working amid rotting garbage. With the Mt. Vesuvius volcano looming in the background, Liu titled the work, Shang Huo (Festering Heat). And the vitality of the image, he says, derives from it being created amid the stench of its subject matter.

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    Nel qual caso, il maggior pericolo per Liu e la sua squadra di allievi non sarebbe venuta dai camorristi locali, ma dai bruciori per stomatite, eruzioni cutanee, influenza e altre infezioni derivante dall’aver speso sei ore al giorno a lavorare in mezzo a munnezza in putrefazione. Col Vesuvio incombente sullo sfondo, Liu ha intitolato la sua opera ‘Shang huo’ - ‘Festering Heat’ , calore putrescente. E la vitalità dell’immagine, egli afferma, deriva dall’esser creata in mezzo al tanfo della sua stessa materia oggetto del dipinto. :D
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    “When you are inside, you rest, you let time pass, and you will lose something,” he said, through a translator. “Here, you just let it catch your eyes in this place. I can smell, I can hear. It is just now. Not before. Not a memory.”

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    « Quando sei in casa, riposi, lasci scorrere il tempo, e ti perdi qualcosa » - ha detto, tramite un interprete - « Qui, lasci semplicemente che I tuoi occhi siano rapiti dalla vista di questo luogo. Psso odorarlo ! Posso udirlo ! E’ qui ed ora ! Non prima, non una memoria ! »
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    The centerpiece of the 19-by-24-foot trashscape is a mountain of discarded mattresses. Shredded, torn and piled one on top of another, he renders them both distasteful and somehow comforting. Adding a few strokes to capture a surprising softness of one brown fouton, Liu steps back and looks over his work. “Everything has been used by humans,” he says. [b]“You feel it in your heart.” [/b]

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    Il soggetto focale di questo dipinto di 6 mt X 7.30 mt ritraente un paesaggio di munnezza, è un amontagna di materassi abbandonati. Sbrindellati, strappati e accatastati uno sull’altro, egli riesce a renderli allo stesso tempo sgradevoli a in qualche modo confortevoli. Aggiungendo poche pennellate riesce a carpire la sorprensdente sofficità di un divanetto marrone. Liu fa un passo indietro e dà uno sguardo d’insieme sulla suo opera . « Ogni cosa qui è stat usata dagli umani – dice – Lo senti in cuore »
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    Kicking through the dump turns up Panama banana crates and Sicilian oranges, boxes from made-in-Vietnam Nike sneakers, Dior perfume from France, and Glutatione and Metoclopramide medicines bottles from Milan. No sign of any Made in China products. Of course, just like the empty bread bag and twisted remains of a pink baby stroller, Liu Xiaodong’s latest product was Made in Naples. And like most of his paintings, it will likely be sold in China.

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    Dando calci in mezzo alla discarica, essa restituisce casse di banane di Panama e di arance siciliane, scatole di scarpe da ginnastica fabbricate in Vientnam, profumo dior dalla Francia, confezioni di bottigliette di medicinali al glutatione e metoclopramide da Milano. Nessun segno di prodotti ‘made in China’- ovviamente proprio come la busta vuota di un pezzo di pane e I resti ritorti di un passeggino per bambini color rosa, l’ultimo prodotto di Liu Xiaodong è stato fabbricato a Napoli ( made in Naples). E come la maggioranza dei suoi dipinti , sarà venduto in Cina.
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    E questa è la nostra vita qui, ai margini del mondo, costretti a un esistenza grottesca, squallida, di cui si può ridere dall’estero e dipingerci su.

  6. ciccio
    18 Settembre, 2008, 1:23

    Grottesca, si , è questa la parola giusta.
    Anzi aggiungerei surreale.

  7. 18 Settembre, 2008, 20:31

    Ragazzi, vado OT, so che siete impegnati anche su questo fronte visto il muro di gomme di disinformazione su questa questione.
    E’ una lettera sulla libera informazione, se volete aderire mandate una mail all’indirizzo scritto:

    Viviamo in un paese che si è arreso alla sua inesorabile deriva. Scandali quotidiani, sequenze di vergogne che cedono il passo ad accadimenti tanto conclamati quanto deprecabili. Un paese afflitto dalla piaga dell’adesione acritica. Una piaga che investe a 360 gradi tutta la società civile moderna.
    Talmente devastante da obbligare a passare dallo strumento della visibilità di qualcuno, delegando ai VIP, per avanzare una qualsiasi istanza sociale .

    Siamo impegnati in una lotta contro ogni forma di censura che, nelle sue varie accezioni e metodologie, è ancora più diffusa e tangibile di quanto si possa credere e presumere. La censura come forma di annullamento delle coscienze, subita non solo dai giornalisti, ma anche dai fruitori dell’informazione e comuni cittadini nell’ambito della loro esperienza sociale e di vita, privati del proprio diritto inviolabile di informarsi.

    Crediamo che la libertà d’informazione possa essere un buon presupposto da cui poter ripartire. Un piccolissimo tassello verso un cambiamento della società civile che speriamo radicale e profondo.

    Diciamo basta censura, basta manleva (la clausola in cui ci si impegna a sollevare l´editore da qualunque responsabilità legale in solido e che un giornalista freelance è spesso costretto a firmare per lavorare), basta chiudere blog scomodi, basta acriticità, basta giornalisti sfruttati e malpagati. Basta perquisizioni inquisitorie (dovere del giornalista è informare. Non esiste alcuna rivelazione di segreto d’ufficio che tenga. Le fughe di notizie non le compiono i giornalisti, che hanno il dovere di pubblicare qualsiasi notizia di interesse pubblico). Basta ad un sistema che sta trascinando, ogni giorno sempre più, il nostro paese verso un destino di declino inesorabile.

    Riprendiamo nelle nostre mani la delega che per troppo tempo abbiamo ceduto ad altri.

    Crediamo che ogni considerazione rimanga sterile senza il dovuto sforzo propositivo per trasformare una giusta critica in un’opportunità di miglioramento. Abbiamo pensato, discusso e ragionato su cosa potesse davvero risultare incisivo per questo scopo.
    Chiediamo quindi:

    1. SCUOLE DI GIORNALISMO PUBBLICHE
    Ogni cittadino deve avere il diritto alla frequenza. Iscrizioni più economiche, tasse più basse, borse di studio per i meno abbienti, frequenza obbligatoria. Sarà il merito a stabilire se la strada intrapresa è quella giusta.

    2. CORSI DI AGGIORNAMENTO E SPECIALIZZAZIONE
    Ogni giornalista deve potersi occupare solo di un settore dell’informazione, specializzarsi in una materia particolare preferibilmente scegliendo mediante appositi corsi di specializzazione. Non può essere la specializzazione a scegliere il giornalista in base agli articoli e/o servizi che egli pubblica e alle varie situazioni che gli vengono imposte durante le sue esperienze lavorative, ma viceversa è il giornalista stesso a dover scegliere la materia da trattare. Frequenza obbligatoria di corsi di aggiornamento sulla materia e sulle questioni giuridiche, in modo da poterne salvaguardare la professionalità.

    3. REGOLAMENTAZIONE DELLE ASSUNZIONI E DEL PRATICANTATO.
    Obbligo per gli editori di mantenere una percentuale di assunti pari al 40%, di praticanti pari al 20%.

    4. STAGE E TIROCINI RETRIBUITI.
    Il mondo dell’informazione resta uno degli ultimi settori in cui stage e tirocini non vengono retribuiti. Come accade per ingegneri, architetti, avvocati, notai, medici (la cui specializzazione può essere considerata alla stregua di uno stage), [...], anche gli apprendisti dell’informazione hanno diritto a una retribuzione.

    5. NO ALLA CLAUSOLA DI MANLEVA NEI CONTRATTI E DIFESA A CARICO DELL’EDITORE SIA IN AMBITO CIVILE CHE PENALE.
    Per ogni servizio o pezzo pubblicato entrano in gioco le responsabilità in primis dell’autore, poi quella del redattore capo e dell’editore, i quali devono verificarne i contenuti prima della pubblicazione e/o messa in onda.
    Troppo spesso in Italia i giornalisti (soprattutto i freelance) sono costretti, per poter lavorare, a firmare un contratto con annessa clausola di manleva. Questa clausola prevede l’impegno a sollevare l´editore da qualunque responsabilità legale in solido, permettendogli di poter scaricare tutte le incombenze sul giornalista, l’anello debole della catena che non può permettersi di sostenere il costo di reiterate cause. Un contratto capestro che spinge il giornalista, volente o nolente, ad auto-censurarsi per cercare di evitare ulteriori problemi legali. In qualsiasi caso, a trarne maggior profitto economico sarebbe l’editore: ha tutti i diritti sul pezzo o servizio, la possibilità di replicarlo e quindi anche i ricavi.

    6. RISPETTO DEL TARIFFARIO MINIMO.
    Capita troppo frequentemente che il tariffario minimo non venga rispettato. A volte si arriva a pagare anche un euro per ogni singolo pezzo, senza contare che i mass media si avvalgono spesso e volentieri di stagisti (non pagati). Come si può pretendere di avere un’informazione quantomeno decente a queste condizioni?

    7. FINANZIAMENTI.
    Si parla spesso di finanziamenti ai giornali, si parla spesso di abolirli. In pochi sottolineano che, così facendo, si rischia di favorire le testate più grandi, quelle che hanno risorse economiche sufficienti per potersi difendere dalle cause, fonte primaria della morte del giornalismo. Sarebbe opportuna un ridistribuzione in base alla qualità, all’efficienza e al rapporto numerico di praticanti e assunti. Il che metterebbe in una posizione di comodo anche i professionisti dell’informazione: spalle maggiormente coperte e quindi possibilità di lavorare in maggiore autonomia.
    Inoltre, altro canone in base al quale elargire finanziamenti, il rapporto copie stampate / copie vendute (minore è la differenza tra i due valori, più alto sarà il finanziamento), in modo da incentivare l’efficienza organizzativa del giornale e la riduzione degli sprechi di carta.

    8. ELEZIONE DEI DIRETTORI DI TESTATA.
    I direttori delle singole testate dovrebbero essere eletti dai giornalisti che compongono la redazione e non nominati dagli editori; mantenuti in carica al massimo per cinque anni consecutivi (non rieleggibili), in modo da favorire un ricambio dal basso e impedire che giornali, tv e radio diventino lo specchio degli editori e dei gruppi di potere che li controllano.

    9. ARCHIVIO RAI PUBBLICO E ACCESSIBILE.
    La RAI è un servizio pubblico pagato a spese dei cittadini. Chiediamo quindi che si adottino le misure che consentano a tutti di accedere ai contenuti dell’archivio RAI (tenendo naturalmente conto dei legittimi diritti di terzi).

    10. NESSUN VINCOLO PER I BLOG.
    Il web non deve essere soggetto alle regolamentazioni che riguardano l’informazione, in quanto luogo d’incontro e di scambio. I blog non sono testate giornalistiche e ad essi non vanno applicate le leggi riservate ai mezzi di comunicazione di massa. Serve una regolamentazione che non vada ad intaccare quella che è la libertà d’espressione del singolo cittadino anche nella rete.

    11. MAGGIOR IMPEGNO DI ODG E FNSI ALLA TUTELA DEL MONDO DELL’INFORMAZIONE.
    Spingere per ottenere leggi a tutela del settore e dei giornalisti stessi, per fare in modo che possano esercitare il loro diritto/dovere di informare indipendentemente dalla protezione politico-economico-sociale di cui si possono avvalere. Sono quindi necessarie iniziative atte a migliorare e garantire l’indipendenza della categoria nel rispetto del codice deontologico.

    Francesco Beato
    Silvia Innocenzi
    Salvatore Marcello

    Per adesioni o info: censurae@hotmail.it

  8. francospin
    18 Settembre, 2008, 22:20

    @ Francesco B.

    Mettiti in contatto col caporedazione di http://www.agoravox.it - sarà di certo interessato a ciò che reclamate (assolutamente giusto)

  9. Luvaz
    19 Settembre, 2008, 12:01

    sto cercando di postare questo commento da due giorni spero di riuscirci ora:http://www.nytimes.com/2006/02/05/nyregion/thecity/05stre.html?_r=1&scp=2&sq=dump%20staten%20island&st=cse&oref=slogin
    a chi conosce l’inglese suggerisco di leggere questo articolo e tutti glia ltri che si trovano nell’ archivio del nyt che riguardano la discarica dell’isola di staten.A chi può permetterselo consiglio di tradurlo…per la serie tutto il mondo è paese.
    Buona lettura.

  10. Stella
    19 Settembre, 2008, 14:56

    Una domanda:
    Nelle prime settimane di protesta al presidio erano presenti anche i grillini (mi pare fosse il meetup di mugnano?) che devo dire, fornivano un contributo in fatto di informazione, con volantini scritti davvero bene, sulla questione rifiuti, danni da discariche/inceneritori e vantaggi e benefici del ciclo virtuoso dei rifiuti (raccolta differenziata, TMB etc..).
    Ricordo ancora un volantino che cominciava così: in natura nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma……
    Li apprezzavo per l’estrema semplicità di esposizione (niente di troppo difficile per gente che non ama stropicciarsi troppo gli occhi a leggere) e per la capacità di sintesi.
    Che fine hanno fatto?

    Mi farebbe piacere che il presidio tornasse ad essere quella piccola oasi di informazione libera e punto di riferimento (soprattutto giovanile) per capirci qualcosa in più (anche il mediacenter con radiolina, radioindy….).

    Dal momento in cui sono state abbattute le barricate…..è stato un susseguirsi di abbandoni, a mio parere non giustificati, in quanto le barricate ( stavolta a nostro sfavore) a cui dovremmo riservare la nostra attenzione sono quelle mentali della gente che non vede e non sente.

    E quelle ci sono ancora!!!!!!!!!!

    Ultimamente il presidio ha visto affievolirsi quella connotazione di LABORATORIO
    E soprattutto……guai se permettiamo che diventi uno strumento in mano alla politica di quartiere!

  11. Stella
    19 Settembre, 2008, 15:31

    Una domanda:

    Nelle prime settimane di protesta al presidio erano presenti anche i grillini (mi pare fosse il meetup di mugnano?) che devo dire, fornivano un contributo apprezzabile in fatto di informazione, con volantini scritti davvero bene, sulla questione rifiuti, danni da discariche/inceneritori e vantaggi e benefici del ciclo virtuoso dei rifiuti (raccolta differenziata, TMB etc..)
    .
    Ricordo ancora un volantino che cominciava così: in natura nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma……

    Li apprezzavo per l’estrema semplicità di esposizione (niente di troppo difficile per gente che non ama stropicciarsi troppo gli occhi a leggere) e per la capacità di sintesi.

    ………………………………….Che fine hanno fatto?

    Mi farebbe piacere che il presidio tornasse ad essere quella piccola oasi di informazione libera e punto di riferimento (soprattutto giovanile) per capirci qualcosa in più (anche il mediacenter con radiolina, radioindy….).

    Dal momento in cui sono state abbattute le barricate…..è stato un susseguirsi di abbandoni, a mio parere non giustificati, in quanto le barricate ( stavolta a nostro sfavore) a cui dovremmo riservare la nostra attenzione sono quelle mentali della gente che non vede e non sente.

    E quelle ci sono ancora!!!!!!!!!!

    Ultimamente il presidio ha visto affievolirsi quella connotazione di LABORATORIO di idee e pensieri e adesso quello che ne rimane mi assomiglia di meno…..(ne faccio salvo il SITO che ancora e sempre più risponde ad una sacrosanta esigenza di analisi e approfondimento).

    Ma soprattutto……guai se permettiamo che diventi uno strumento in mano alla politica di quartiere!

    …questa magari è solo una mia impressione, ma volevo condividerla.

  12. ciccio
    19 Settembre, 2008, 17:11

    I gruppi vanno e vengono.
    chiaianodiscarica.it , da Aprile 2008 continua per la sua strada.
    Anche se a volte non è fisicamente presente, il gruppo lavora, lavora e lavora ancora.
    Chi semina, prima o poi, raccoglie…speriamo buoni frutti!

  13. Stella
    19 Settembre, 2008, 17:27

    ….non lo metto in dubbio questo, ciccio!
    Alludevo al fatto che prima più che adesso convergevano a chiaiano tanti diversi gruppi portatori dello stesso interesse….che ora purtroppo vedo solo di tanto in tanto nelle manifestazioni, quelle più rilevanti.

    E mi rammaricavo della mancata presenza fisica presidiante per coloro che il pc lo accendono di rado o non l’hanno mai fatto!

    Ovvio, nulla togliendo a questo miracolo prodigioso (l’unico vero) che è internet…..

    Infatti a voi va la mia stima e il mio affetto per la costanza e la passione!

    Ah! Che tu sappia, come è andata al duomo…erano in molti per ponticelli?

  14. ciccio
    19 Settembre, 2008, 21:51

    Il grande Duomo di San Gennaro (o Duomo di Santa Maria Assunta) è la cattedrale della diocesi di Napoli. È tra le più grandi basiliche della città; inoltre, ospita il battistero più antico d’occidente (Battistero di San Giovanni in Fonte ) . Il tempio sorge lungo il lato est di via Duomo, in una piazzetta contornata da portici.
    Nel XIII secolo fu iniziata la costruzione dell’edificio sacro inglobando le precedenti strutture paleocristiane del Battistero di San Giovanni in Fonte e della Basilica di Santa Restituta; per la progettazione e costruzione del complesso vennero chiamati architetti di estrazione francese su volontà del sovrano Carlo II di Napoli.

    continua su -> http://it.wikipedia.org/wiki/Cattedrale_di_Napoli

  15. giovanna
    20 Settembre, 2008, 12:02

    Camorra al nord, perquisito l’Espresso
    “Pesante intimidazione, andiamo avanti”
    La Fnsi: “E’ un’azione invasiva grave e sconcertante”

    ************************************************

    ROMA - La Guardia di Finanza sta perquisendo in questi minuti, per ordine della procura di Napoli, la redazione del settimanale l’Espresso, a Roma e le case di tre giornalisti. La perquisizione sarebbe motivata dalla ricerca di prove sui responsabili di presunte fughe di notizie relative all’inchiesta con il titolo “Gomorra al Nord” pubblicata sul numero in edicola da Giuliano Di Feo ed Emiliano Fittipaldi. Per i due giornalisti è la seconda perquisizione a distanza di una settimana (la prima era già avvenuta dopo la pubblicazione nel numero precedente del settimanale di un servizio di copertina sui rifiuti a Napoli dal titolo (”Cosi’ ho avvelenato Napoli”).

    Le Fiamme gialle sono arrivate anche a casa Claudio Pappaianni, collaboratore dell’Espresso che non ha firmato tra l’altro nessun articolo dell’inchiesta. A quanto risulta, sono stati sequestrati il pc dell’abitazione e il computer portatile utilizzati dallo stesso Pappaianni.

    In una nota la direzione del settimanale parla “di una seconda pesantissima azione di intimidazione da parte della procura di Napoli” assicurando ai lettori “che il settimanale continuerà nella sua opera di puntuale informazione e denuncia e che non si farà intimidire da spettacolari e gravi iniziative della magistratura tese a limitare la libertà di informazione”.

    Molto critico anche il cdr del settimanale. “Nelle perquisizioni di oggi, offensivi per il lavoro dei nostri colleghi sono apparsi i modi con cui l’intervento della Guardia di Finanza è stato effettuato. Gli agenti, che hanno sequestrato i computer di Di Feo e Fittipaldi, si sono presentati in redazione di sabato, un giorno dopo l’uscita in edicola. Ci chiediamo se il ritardo non sia legato all’obiettivo di trovare gli uffici sguarniti per poter operare con mani più libere. Alla luce di queste considerazioni, ci domandiamo se anche in Italia abbiano valore le sentenze europee che tutelano la libertà di stampa. E invitiamo le istituzioni che credono nei valori democratici, a partire dal Presidente della Repubblica, a difendere l’esercizio del diritto di cronaca”.

    Solidarietà al settimanale è arrivata anche segretario generale della Fnsi, Franco Siddi, che parla di una “azione invasiva grave e sconcertante”. “La gravità e lo sconcerto - continua Siddi - è data anche dal fatto che la perquisizione avviene a redazione chiusa in assenza dei colleghi nei confronti dei quali è condotta l’indagine. C’è da chiedersi cosa valgano le ripetute sentenze della corte di Cassazione che hanno giudicato illegittime azioni di questo tipo in quanto arrecano potenziali e reali limitazioni alla libertà di stampa”.’

  16. anonima_mente
    20 Settembre, 2008, 18:48

    http://www.parchinmostra.com/parchi.htm

    c’è anche il Parco delle Colline di Napoli

    l’attrattiva principale sarà: una bella mega-discarica da 700mila tonn di rifiuti, tra cui anche rifiuti pericolosi (legge 1238 art.9 comma 2) nel bel mezzo della Selva di Chiaiano.

    che dire, meglio dicosì … SI MUORE !

  17. anonima_mente
    20 Settembre, 2008, 18:50

    D.l. n.90 -> legge 123 \ 08 , vedi art. 9 comma 2 codici CER

  18. anonima_mente
    20 Settembre, 2008, 19:04

    http://www.fedoa.unina.it/956/01/tesi_DiLorenzo_Agostino.pdf

    questa è il dottorato di ricerca del presidente del parco delle colline

    interessante…

  19. [...] Si consiglia la lettura del post Inquina meno, spendi meno e vivi meglio ! [...]

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