- del prof. F. Ortolani -
Il CODISAM, comitato dei cittadini di Sant’arcangelo Trimonte, ha emesso un comunicato per denunciare un nuovo movimento franoso che ha coinvolto un traliccio dell’alta tensione che attraversa l’intera discarica. Il traliccio è situato in un’area adiacente alla discarica usata per accumulare sconsideratamente volumi enormi di terreni di risulta degli scavi delle vasche previste dal progetto.
E’ un’altra evidenza che l’intero versante è a notevole rischio idrogeologico e non è assolutamente idoneo ad ospitare discariche che devono essere ubicate in aree con stabilità geomorfologica garantita per millenni. Si tenga conto che l’area è altamente sismica, come più volte evidenziato dai geologi del CODISAM; quanto finora accaduto evidenzia che i lavori sono stati erroneamente progettati ed eseguiti senza alcuna direzione lavori degna di questo nome, anche se entrambe le attività sono profumatamente e immeritatamente pagate con denari pubblici.
Si ricorda che già l’11 agosto i lavori di preparazione delle vasche principali della discarica furono interrotti perché l’area fu interessata da dissesti. Si ricorda ancora che l’area è stata impropriamente usata per la realizzazione della discarica in quanto palesemente instabile come stabilito anche dall’Autorità di Bacino del Liri-Garigliano-Volturno.
Oltre alla errata progettazione basata anche su insignificanti e non adeguate conoscenze geologiche e geotecniche si evidenzia che la prima vasca è stata sovraccaricata pericolosamente in seguito alle frane di agosto. Gli enormi scavi e riporti hanno contribuito a destabilizzare il versante che prima o poi cederà rovinosamente creando un nuovo disastro ambientale.
Per tornare al dissesto del traliccio ENEL si sottolinea che è inconcepibile e incredibile, tecnicamente parlando, quello che è stato fatto, come si può constatare dalle foto allegate. Sono stati accumulati volumi notevoli di terreni proprio a ridosso del traliccio appesantendo il versante e gravando direttamente sulla struttura portante della linea ad alta tensione.
Ci si chiede su quale progetto si sia basata tale sconsiderata attività e quale direzione lavori abbia consentito questo scempio. Si chiede il CODISAM, quanto costerà allo Stato, e quindi ai cittadini italiani, intervenire in variante sulle opere previste per sopperire alle “sviste tecniche” dei progettisti di questo impianto? E si chiedono i cittadini tutti, dove lo Stato vada a recuperare questi fondi se non tagliando, magari, sui servizi essenziali per uno Stato di diritto, come Sanità ed Istruzione? Si rimane sempre più allibiti e increduli: come mai i Commissari di Governo prima e il Sottosegretario ora, che grazie ai poteri speciali possono usare con disinvoltura cifre enormi di denaro pubblico, si avvalgono di collaborazioni tecniche non degne di questo nome?
Franco Ortolani
Ordinario di Geologia, Università di Napoli Federico II
20 febbraio 2009
Ecco le foto della frana FOTO1, FOTO2, FOTO3 (fonte: CO.DI.S.AM.)
Qui sotto, la nota del CO.DI.S.AM. del 20 febbraio 2009
Sulla discarica Nocecchia, come già ampiamente denunciato dal CODISAM, si è verificato un nuovo movimento franoso che, questa volta, ha coinvolto un traliccio dell’alta tensione che attraversa l’intera discarica,ubicato nelle immediate vicinanze dell’impianto. Si tratta del traliccio situato in un’ area adiacente ed acquisita per abbancare i terreni di risulta degli scavi delle vasche previste da progetto. Beninteso, sia i terreni ospitanti l’impianto sia i terreni su cui sono stati abbancati i materiali di scavo, per il momento risultano “occupati” e non “espropriati” poiché i legittimi proprietari ancora non ricevono il dovuto indennizzo.
E’ un altro segno di quanto erano, e sono fondate, le valutazioni fatte dai geologi Briuolo e Pellino: “L’intero versante è a notevole rischio idrogeologico e non è assolutamente idoneo ad ospitare impianti di questo genere” ( relazione tecnica marzo 2008).
Il CODISAM ha anche più volte sottolineato che, come dettato dalla normativa europea, in prossimità di linee di alta tensione ( 150 Kv.) è vietato ubicare impianti di discarica. Questo fenomeno di oggi, in aggiunta al fenomeno franoso verificatosi ad agosto 2008, ci dimostra una sola verità: quanto costerà allo Stato, e quindi ai cittadini italiani, intervenire in variante sulle opere previste per sopperire alle “sviste tecniche” dei progettisti di questo impianto?
E si chiedono i cittadini tutti, dove lo Stato va a recuperare questi fondi se non tagliando, magari, sui servizi essenziali per uno Stato di diritto, come Sanità ed Istruzione?
La storia, purtroppo, non finisce qui! C’è da dire che questa discarica non ne vuol sapere di starsene tranquilla. Chiaramente, i fenomeni franosi si verificano non perché il CODISAM ha particolari doti di preveggenza ma perché violentare la Natura comporta comunque una sua reazione.
Al prossimo atto.
quindi puo significare che gia questa notte chiaiano possa fare il pienone di immondizzia?
Che incapaci !!!! Più presto li facciamo tornare a casa (al nord) con la coda tra le gambe più possibilità avremo di salvare la ns terra da questi barbari.
Chiaiano non mollare!!!!!!
avete questo video? http://www.youtube.com/watch?v=9Czgap_BGOQ