- del prof. F. Ortolani -
Il sito di “Trasferenza di RSU” del Comune di Marano, attivo dall’inizio del 2007 fino all’inizio della primavera 2008, nell’area interessata dalla discarica di Chiaiano
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Premessa
Nell’ambito della crisi istituzionale sovracomunale attribuibile alla incapacità di risolvere la raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani da parte dei vari Commissari di Governo che avrebbero dovuto risolvere l’emergenza rifiuti fin dal lontano 1994, all’inizio del 2007 il Comune di Marano attivò un sito di trasferenza dove sono stati accumulati provvisoriamente i rifiuti raccolti nel territorio urbano che in seguito venivano conferiti in discarica secondo le direttive del Commissario di Governo (Bertolaso fino all’inizio di Luglio 2007, Pansa fino al 31 dicembre 2007, Cimmino per pochi giorni di gennaio 2008 e De Gennaro).
Il sito individuato si trova nei pressi della Cupa del Cane, in vicinanza della Cava del Poligono attualmente trasformata in discarica ai sensi del DL 90/08 e della legge 214/08.
L’area è all’interno di una cava di tufo dismessa e parzialmente colmata con materiali accumulati abusivamente in varie riprese, come tutte le altre cave circostanti tranne quella del Poligono.
L’area interessata dagli accumuli provvisori di RSU è di circa 1200 metri quadri, come è stato possibile valutare dall’analisi delle foto satellitari.
La presente relazione sintetizza i dati acquisiti con l’interpretazione di foto satellitari e da aereo rinvenibili gratuitamente in Internet nei siti: atlante italiano; google earth; maps live; flash earth.
Sono stati utilizzati i dati acquisiti con le osservazioni dirette effettuate durante il sopralluogo all’area di cantiere della discarica della Cava del Poligono effettuato il 6 febbraio 2009 e i dati reperibili in vari siti internet compreso quello istituzionale del sottosegretariato all’emergenza rifiuti.
E’ stato possibile individuare vari interventi di sversamento di materiali ignoti nelle varie cave di tufo circostanti il sito di trasferenza e ricostruire l’attività del sito di trasferenza mediante 6 rilievi satellitari (16 febbraio 2007, 10 luglio 2007, 13 settembre 2007, 13 ottobre 2007, 14 gennaio 2008, 19 gennaio 2008).
I rilievi eseguiti hanno consentito anche di valutare le attività di approntamento e di gestione della discarica nella Cupa del Cane.
Il sito di trasferenza di RSU del Comune di Marano
Il sito in esame è ubicato in una cava riempita parzialmente con alcune decine di metri di materiali ignoti sversati abusivamente negli anni passati; l’area utilizzata rappresenta una parte di un’area caratterizzata dalla medesima situazione stratigrafica, morfologica ed idrogeologica.
L’area utilizzata è caratterizzata da un sottosuolo costituito da alcune decine di metri di materiali ignoti riportati abusivamente negli anni scorsi come si può riscontrare nella sezione geologica schematica di figura 6. (vedi il documento PDF)
Conclusioni
La ricerca effettuata ha consentito di evidenziare che tutta l’area all’interno della cava nella quale è stato realizzato il Sito di Trasferenza ha identiche caratteristiche stratigrafiche, morfologiche e idrogeologiche.
Il sottosuolo del sito è costituito da materiali ignoti sversati abusivamente in passato.
La ricostruzione dell’uso del sito ha evidenziato che il volume di RSU accumulati provvisoriamente è variato da circa 600 a circa 1200 metri cubi nel periodo compreso tra febbraio 2007 e gennaio 2008.
Ciò evidenzia che i rifiuti urbani sono stati momentaneamente accumulati nel sito e poi rimossi ripetutamente.
Il sito non è stato utilizzato come discarica.
In tale caso si sarebbero accumulate migliaia di metri cubi di rifiuti durante il periodo di uso.
La ricerca ha consentito di individuare ripetuti sversamenti di materiali ignoti nelle zone adiacenti; su tali materiali sono anche stati realizzati manufatti relativi alla discarica della Cava del Poligono.
Si è individuato con precisione (figure 17 e 18) il periodo nel quale sono stati sversati i rifiuti contenenti amianto rinvenuti durante i lavori.
Notevoli sversamenti di materiali ignoti sono stati realizzati nella zona di accesso alla Cava del Poligono mediante spostamento della strada
Franco Ortolani
Ordinario di Geologia
Università di Napoli Federico II
2 marzo 2009
Grande stima per Ortolani che però non è un Magistrato. Ma se tanto ci da tanto, allora Perrotta può tranquillamente pagare come unico responsabile per aver adibito a semi-discarica un sito non idoneo mettendo a rischio la salute di migliaia di cittadini dell’area circostante. Amen
I tribunali, ed i magistrati non essendo tecnici, su molte questioni si avvalgono di un importantissimo e autorevole supporto: le perizie tecniche. Quasi la totalità dei procedimenti legali si risolvono proprio grazie alle suddette perizie. D’altro canto non si può pretendere che i magistrati siano onniscienti e pertanto si servono proprio dei tecnici per comprendere appieno le situazioni su cui sono chiamati a decidere.
Frenk! Sappiamo chi sei e chi ti manda! Per questo smettila di dire stronzate! Piuttosto, e se sei in grado, aiutaci a risolvere questo problema che ci attanaglia tutti. E per risolverlo non è proprio il caso, in questo momento, di parlare contro il sindaco Perrotta:
Impegnati strenuamente nella conquista: i Millecinquecento di Chiaiano http://rinascitacampania.etleboro.com/?read=19309&
Eh si Diego, mi manda Picone! Ma va t cocc!!!!!!! E’ così evidente che se insistete sulla compatibilità geologica delle due aree fate autogol. La discarica e il sito di trasferenza sono entrambi legali e possibili, quindi Perrotta si salva e voi però dovete sbaraccare, viceversa, invece cosa accade? Eehehheeheehhheh accetto scommesse!!!!
Ragazzi lasciate perdere non vedete quanto è qui solo per provocare
siamo ancora più in emergenza democratica avete sentio il disastro ambientale del cancrovalorizzatore di colleferro???? si è già verificato quello che potenzialmente potrà succedere con quello di acerrra, rilevazioni false , con coseguene incenerimento di tutto il possibikle così per strada non vediamo nulla e tutto andrà nell’aria
Frenk…………..STAI ATTENTO!!
Ove mai l’inceneritore di Acerra dovesse partire, è ovvio che brucerà rifiuti di ogni sorta, basti pensare che Bertolaso ha più volte dichiarato di volervi bruciare proprio come prima operazione, le “ecoballe” di Giugliano. peccato solo che quelle non siano vere ecoballe, ma semplicemente rifiuti di ogni sorta compattati alla men peggio! Quindi ciò che è accaduto a Colleferro, per noi sarà solo normalità.