23 Settembre 2008 - Tre domande all’Ing. Paolo Rabitti, consulente per la Procura di Napoli e autore del libro Ecoballe.
4 Maggio 2009 - L’ Ing. Paolo Rabitti dichiara sulle pagine del Corriere del Mezzogiorno: «Rappresentanti di altissimo livello del mondo accademico fingono di ignorare che gli impianti di combustibile da rifuto a loro affidati per il collaudo sono ben diversi da quelli progettati. Gli stessi docenti non una sola volta si prendono la briga di verificare che il materiale prodotto dai Cdr - ecoballe e frazione organica - sia conforme a quel che prevede la legge. In fondo, la tragedia dei rifiuti in Campania è anche l’abdicazione della società civile ai suoi ruoli, la capitolazione dell’etica professionale al profitto economico» (…)
In cosa differiscono i Cdr effettivamente realizzati da quelli che erano stati progettati?
«Per esempio, al posto del previsto rompisacchi, fu messo un trituratore. Il rompisacco ha le dimensioni di due miniappartamenti sovrapposti. Il trituratore è grosso come un’automobile. Il primo ha 18 denti da 15 cm, l’altro otto denti da 45 cm. È impossibile non accorgersi della differenza. Eppure, nel centinaio di verbali di visita di collaudo, non vi è alcun cenno a questa importante ed evidente modifica degli impianti».
Ai collaudatori la Procura contesta anche di non aver verificato che ecoballe e frazione organica non erano conformi al contratto. Era compito loro?
«Il Cdr prodotto dagli impianti non ha le caratteristiche richieste dalla legge e dal contratto. La frazione organica non è stabilizzata. Dagli impianti di combustibile da rifiuto esce, mi perdoni la parola, m…. che va in putrescenza, produce miasmi e percolato a iosa. I collaudatori dicono che non è affar loro, non se ne interessano. Eppure la gara d’appalto riguarda la fornitura di un servizio. Fior di docenti universitari si comportano come chi, per verificare che un’auto funzioni, si limiti a girare la chiave di accensione e ascoltare il motore che fa broom broom, senza percorrere un solo metro».
Quanto sono stati pagati i collaudatori?
«In media, ogni presidente di commissione di collaudo ha incassato circa 100 mila euro».
Secondo i magistrati, le nomine avvenivano sulla base di spartizioni politico - clientelatri. Lei, nel libro Ecoballe, si sofferma sulla composizione delle commissioni. Cosa ha scoperto?
«Dei 21 membri delle commissioni di collaudo, solo 4 risultano iscritti all’elenco regionale dei collaudatori della Campania».
Nel libro lei scrive:
Qui la camorra non c’entra nulla, ma non è certo così che si toglie l’acqua in cui nuota.
Cosa intende dire?
«La vicenda rifiuti in Campania è soprattutto la storia di una pubblica amministrazione che non esercita i controlli, di una tra le maggiori imprese italiane (Impregilo) che non onora un contratto, di professionisti che non mettono le proprie competenze al servizio del bene comune, ma del loro particulare. È da questo disastro che le organizzazioni criminali lucrano profitti vertiginosi, sia offrendo i terreni dei siti di stoccaggio provvisorio, sia i mezzi per togliere la spazzatura accumulata a tonnellate nelle strade».
Quale era il fine ultimo dell’imbroglio, ammesso che imbroglio ci sia stato?
«Sabotare la differenziata e bruciare quanto più materiale possibile nel termovalorizzatore, a tutto profitto dei gestori, sovvenzionati con i soldi pubblici tramite il Cip 6».
(fonte: Corriere del Mezzogiorno, riportato da 9online.it/blog_emergenzarifiuti )
ragazzi scusate ma siccome si prospetta un plebiscito per de magistris e alfano dell IDV e sono molto contento, perche non inizziamo ad organizzare tutta la documentazzione della situazzione discarica di chiaiano e relativi costi cosi saremo i primi a dargli lavoro , in quanto ora non sappiamo piu i nostri punti di riferimanto come la carissima FRASSONI che fine faranno quindi perche non organizziamo un po di lavoro per DE MAGISTRIS battendo tutti sul tempo e ponendoci come tra i primi problemi da porre all’UE grazie
“……..l’abdicazione della società civile ai suoi ruoli, la capitolazione dell’etica professionale al profitto economico» (…)” L’ing. Rabitti sottolinea una causa fondamentale di tutta la questione emergenza-rifiuti in Campania, ma è una situazione che estenderei un pò′ ovunque nel nostro “Bel Paese” perchè l’etica professionale non è più un valore da nessuna parte! In una società che si lascia sedurre da TV commerciali, da personaggi palazzinari-affaristi-faccendieri-corruttori che conquistano l’economia e poi fanno la scalata in politica senza scrupoli. Con eccessi di scandali (non quelli personali, non me ne può fregare niente!) giudiziari in cui si rendono intoccabili e non imputabili si apre la strada a carriera politica e ad affari sporchi, come sporco sta di ventando tutto il paese (non mi riferisco solo ai rifiuti),
Quanto all’etica professionale di certi ambienti ANCHE ACCADEMICI….mi chiedo cosa succederà quando passerà il progetto Aprea nell’istruzione pubblica, quando le università saranno gestite da e come aziende???????? A quel punto l’etica professionale sarà bella e sepolta dagli interessi di questo o quell’ azionista. Ai BARONI accademici si sostituiranno gli imprenditori della scuola berlusconiana…..o dei suoi successori.Perciò non bisogna perdere di vista nessun aspetto, nessuna subdola proposta di legge che tendi a promuovere “aziende” anche a costo della salute….Che la gente comprenda che “l’azienda Italia” è un affare per pochi e una fregatura per tutti noi!