16 Luglio 2009, NAPOLI - «Nell’Arpac è urgente ripristinare criteri minimi di competenze, merito e trasparenza, a partire dalla dirigenza. Perché, si sa, il pesce puzza dalla testa». Hotel Vesuvio, convegno sulle bonifiche promosso dalla Coldiretti di Vito Amendolara: Walter Ganapini, assessore all’Ambiente della Regione, annuncia così l’avvicendamento alla direzione dell’Agenzia per la protezione ambientale in Campania. «Siamo lontani anni luce dall’efficienza di altre Arpa, per esempio quella piemontese». Eppure, ricorda, «l’Arpac è fondamentale per la conoscenza dei fenomeni di inquinamento del territorio». Che sono gravissimi. «A settembre renderemo pubblici i dati sulla contaminazione dei corsi d’acqua interni all’area domizia. Sono stati riscontrati in un’area di 22 chilometri quadrati valori che, da chimico, avrei ritenuto impossibili. Per alcuni composti cancerogeni siamo migliaia di volte oltre i limiti di legge».
Le bonifiche restano in gran parte inattuate. L’assessore garantisce la svolta: «Dal primo luglio è diventata una nostra competenza, non più del commissariato. I primi interventi a settembre, attingendo ai 550 milioni di euro disponibili. Per le spiagge del vesuviano siamo già partiti con la rimozione di sabbia talmente velenosa da essere a tutti gli effetti un rifiuto tossico e nocivo». E proprio all’Arpac, oltre che ai carabinieri del Noe e a quelli di Licola, la Procura ha chiesto verifiche sulle acque immesse in mare dal depuratore di Cuma. Alla fine della scorsa settimana sono stati compiuti prelievi per testare i valori di contaminazione; gli esiti non sono ancora noti. I controlli rientrano in una delle inchieste aperte sull’impianto, quella delegata dall’aggiunto Aldo De Chiara al pm Antonio D’Alessio (gli scarichi in mare non sono considerati rifiuti e dunque non rientrano tra le competenze della «superprocura» istituita un anno fa dal decreto Berlusconi).
Un’inchiesta in cui risultano indagati i 340 dipendenti che nelle scorse settimane scioperarono per i ritardi nel pagamento degli stipendi facendo in modo che i liquami, non trattati, finissero direttamente in mare. Alcune strade dei Comuni di Giugliano e Pozzuoli furono invase da una melma maleodorante fuoriuscita dai tombini. Il mare si colorò di marrone. L’ipotesi di reato, al momento, è interruzione di pubblico servizio, ma non è escluso che, dati alla mano, De Chiara e D’Alessio possano formulare anche l’accusa di disastro colposo. Nelle prossime ore, intanto, i carabinieri acquisiranno le ordinanze con cui i sindaci del litorale hanno vietato la balneazione: i magistrati intendono capire su quali basi sia stato disposto il divieto e se ci siano dati sulla qualità delle acque. L’inchiesta verte però anche su Hydrogest, la società che gestisce il depuratore, e i suoi rapporti con la Regione Campania.
Il sospetto è che ci siano anomalie anche di tipo amministrativo. Per la precedente gestione dell’impianto, affidata alla Pianese, sono quattro le sentenze di condanna emesse dai giudici di Napoli e Pozzuoli; la tesi della Procura è che le irregolarità riscontrate dai giudici non si siano interrotte con il cambio di gestione. I pm vogliono anche chiarire per quale motivo i dipendenti non siano pagati regolarmente. La società non commenta. Si limita a ribadire che è creditrice di circa 60 milioni di euro nei confronti della pubblica amministrazione, per il mancato incasso dei canoni della depurazione, negli anni in cui la convenzione era in capo al Commissariato alle Acque.
( fonte: corrieredelmezzogiorno.corriere.it )
Ganapini… (!?!?)
http://www.youtube.com/watch?v=nY0ZvNhIqYc&eurl=http%3A%2F%2Fsdgpeople%2Eorg%2Fviewtopic%2Ephp%3Ff%3D8%26t%3D7752&feature=player_embedded
spero che i vermi mangino tutti quelli che ci stanno distruggendo
la sosietà Hydrogest è di Bergamo?
Si…è di Bergamo…
[...] Ganapini, attacco all’Arpac: «Inefficiente, via il direttore» [...]