Manuela ci ha segnalato un aggiornamento importante da Terzigno, ve lo proponiamo di seguito:
11 Dicembre 2009, Terzigno - Mentre noi gongolavamo per l’ordinanza di sospensiva del Tar Lazio sui lavori della viabilità collegata alla discarica e pensavamo già di festeggiare con una s. t. c. issima pizza margherita, qualcuno - alcuni hanno finto di non sapere e ci hanno messo lo zampino (del diavolo).
Cercherò di essere più chiara: ad una settimana di distanza dall’ ordinanza del Tar Lazio, che stabiliva di sospendere i lavori sulla viabilità, in via cautelare, gli operai erano ancora al lavoro.
Già giovedì sera un amico mi aveva segnalato la cosa. Ieri mattina l’avv. Sorrentino, che tutela in giudizio Legambiente, ha presentato una denuncia ai Carabinieri di Terzigno per mancata osservanza del disposto del Tar.
Oggi alle 12,00 i lavori sono stati sospesi.
Se qualcuno si permette di dire che in periodi di crisi è bene far lavorare gli operai perchè se non si lavora non si guadagna, gli obietto che ci sono tanti modi per farli lavorare, senza ricorrere a metodi e tempi illegali. Sulle possibilità di lavoro - a cominciare dagli edifici pubblici da restaurare e mettere in sicurezza - ho già scritto in passato.
E proprio il modo di continuare a lavorare, nonostante la sospensiva del Tar, mi ha messo in testa un dubbio: ma quali sono le ditte che stanno lavorando ancora? A chi fanno capo? A persone che se na infischiano delle norme?
( fonte: blog.libero.it/sottoilVesuvio )
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e secondo te quali possono essere le ditte che non osservano tali dispositivi?
invece di bloccare lo sversamento,bloccate i lavori di viabilita’,che sono l’unico vantaggio che,i poveri residenti della zona,posso,potevano,avere…bravi,complimenti…che massa di dementi.
Presi nella morsa di informazioni parziali ed incomplete, anche i commenti alle “notizie” diventano opinabili. In merito ai lavori per la viabilità esterna la discarica di Terzigno è opportuno specificare che le maestranze delle ditte in odore di camorra impegnate in loco non stanno provvedendo affatto a migliorare le condizioni precarie della mobilità dei cittadini residenti, perchè stiamo parlando di un’opera che non riguarda la parte abitata confinante con lo sversatoio, ma riguardante un vecchio “tratturo” che si inerpicava su per le pendici del vulcano, usato soprattutto da contadini della zona (quei pochi rimasti!). Espropriando la terra con la forza ed espiantando viti e pini secolari la macchina infrastrutturale del commissariato sta provvedendo a causare uno scempio ancor maggiore di quello preventivato con la discarica. Certo che un ricorso di tal guisa non appaga chi da anni combatte contro il business dell’emergenza rifiuti, soprattutto se questo diventa il paravento “fattuale” per chi sino ad oggi è stato latitante sulla questione complessiva del disastro causato dal capitalismo della catastrofe. Ma la sospensiva rappresenta comunque, oggi, un punto quantomeno interessante nella misura in cui si fa più vivido il conflitto tra vari settori del potere -borghese- statale (governo-magistratura). Se, in questa fase di “crisi” generalizzata, saremo in grado di opporre alle forze speculatrici una forza uguale, se non superiore, e contraria capace di proporre nuovi metodi di gestione dei territori e nuove forme di governo autonomo delle esistenze, allo stesso tempo riusciremo a disvelare i giochi di chiunque sfrutta questo sistema rapace per aumentare i propri profitti e privilegi ridando nuovamente importanza all’impegno collettivo autonomo dal basso.
No pasaran!
Movimento difesa del territorio Area Vesuviana
[...] Terzigno, dispositivo del TAR non osservato [...]