Rifiuti in Campania: l’inquinamento non fa distinzioni

Posted by on mercoledì, maggio 18, 2011, 16:00
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Rifiuti in Campania: l’inquinamento non fa distinzioni

Secondo alcuni studi i cittadini di Napoli vivono mediamente due anni meno di quelli delle altre città italiane. Come mai?

Se è vero, più che pensare ad una punizione divina per riequilibrare le inimitabili bellezze naturali di cui gode Napoli, si deve ritenere che vi sia una grave causa di “inquinamento ambientale” che agisce come una spietata livella accanendosi contro i napoletani.

L’uomo incamera nell’organismo elementi “pericolosi” essenzialmente tramite l’aria che respira, il cibo e l’acqua di cui si nutre.

L’acqua è l’elemento più controllato e garantito dalle analisi eseguite sistematicamente dalle società che gestiscono gli acquedotti.

L’aria e il cibo sono invece non adeguatamente controllati per cui ogni giorno possiamo incamerare elementi che, singolarmente o combinati tra loro, possono agire negativamente a breve, media e lunga scadenza, sulla nostra salute.

L’inquinamento atmosferico di un sito può avere cause naturali (ad esempio emissioni vulcaniche, polveri trasportate dal vento, rifiuti industriali illecitamente smaltiti sul territorio, ecc.) o da attribuire ad attività antropiche di diverso tipo.

La dispersione degli inquinanti si può verificare vicino alle loro sorgenti e anche a decine, centinaia e migliaia di chilometri in relazione alla potenza e direzione dei venti.

Inquinanti emessi da una sorgente puntuale o lineare vicina possono essere dispersi in una o più direzioni, in relazione ai venti, e “colpire” prevalentemente i cittadini presenti in una fascia ristretta di territorio dove risiedono o lavorano.

La pericolosità degli inquinanti dipende dalla loro natura e non solo dal numero di giorni in un anno durante i quali avviene la loro dispersione nell’ambiente circostante.

Le fonti di inquinamento disperdono nell’atmosfera elementi che possono anche “combinarsi” tra di loro e agire sinergicamente, negativamente, sulla salute umana.

Gli inquinanti dispersi in atmosfera prima o poi cadono sul suolo depositandosi sulla vegetazione e sul terreno agricolo per cui possono essere incamerati dall’uomo tramite gli alimenti.

Il cibo, ed in particolare alcuni tipi di alimenti, è tuttora non adeguatamente controllato. Ad esempio la qualità dell’acqua usata per l’irrigazione spesso sfugge a qualsiasi controllo pubblico, specialmente dove essa viene prelevata da pozzi privati nelle aree senza impianti consortili.

La qualità del suolo agricolo è pure poco controllata dalle pubbliche istituzioni sia nelle aree adibite a colture in pieno campo che in serra. Vari problemi periodicamente si sono verificati anche per alcuni tipi di carne, latticini e pesci provenienti da varie parti del mondo.

Recentemente si è appreso che gli impianti di depurazione delle acque reflue hanno scaricato nelle acque marine costiere campane liquami anche pericolosi. Decine di chilometri di costa tra il Garigliano e Castellammare di Stabia ogni anno sono dichiarate non balneabili a causa dell’inquinamento antropogenico.

Mentre possiamo scegliere le spiagge non inquinate dove andare a fare i bagni marini, in relazione alle disponibilità economiche, la maggior parte dei cittadini non si può permettere di mangiare cibi di cui è garantita la qualità nel senso che non contengono inquinanti.

In conclusione si evidenzia che la maggior parte dei cittadini respira aria e mangia cibi ogni giorno senza avere la garanzia che non vi siano inquinanti. Tutti respirano e mangiano, i furbi, i fessi, i ricchi, i poveri, i servi e gli uomini liberi. Conseguentemente tutti possono introdurre nei loro organismi sostanze dannose per la salute.

Più l’ambiente è inquinato, considerando l’area immediatamente circostante e l’area vasta al contorno dalla quale possono provenire inquinanti per via aerea e contenuti nei cibi, più si possono ingerire elementi dannosi. E’ evidente che l’inquinamento agisce come una spietata livella che non fa distinzioni: può colpire chiunque.

E’ evidente che non ci si può riparare dietro ad una tessera di partito, ad una borsa portata con lodevole servilismo, ad uno stemma di club esclusivo, ad un conto bancario.

A questo punto non vi è che una scelta obbligata: fare in modo che si riduca ed elimini l’inquinamento ambientale per tutelare la salute dei cittadini nel rispetto della Costituzione Italiana e dello Statuto della Regione Campania senza ricorrere a Leggi Speciali e abusare dei poteri speciali con i quali dopo 17 anni di cura gestita dai vari governi italiani bipartisan non è stato avviato un normale ciclo dei rifiuti come prescrivono le leggi italiane ed europee.

In 17 anni ci hanno guadagnato le lobbies e i personaggi nazionali e locali che si sono avvantaggiati vistosamente grazie all’abuso dei poteri speciali. I cittadini campani ci hanno rimesso in perdita di vivibilità e di salubrità ambientale oltre che economicamente come testimonia il fatto che godono dell’invidiabile record di pagare la tassa rifiuti più elevata e di avere in cambio il peggiore servizio come si può constatare ancora in questi giorni di maggio.

I rifiuti devono essere differenziati, inertizzati e riutilizzati senza diffondere nell’ambiente sostanze estranee potenzialmente dannose per la salute dei cittadini di oggi e di domani. Non è una scelta ideologica ma un obbligo per vivere in un ambiente sano non solo oggi ma anche nel prossimo futuro.

Siamo in visibile ritardo; finora siamo stati disattenti; siamo stati troppo ingenui? Altri hanno sfruttato la nostra inerzia per fare guadagni facili.

Le lobbies che finora hanno “comandato” formazioni di governo bipartisan per prosperare con le opere pubbliche realizzate in Campania continuano a diffondere (tramite i servili mass media a loro sottomessi) informazioni fuorvianti tese a difendere i loro interessi che prevedono la reiterazione di “insostenibili tecnicamente e scientificamente” situazioni di emergenza nel settore dei rifiuti e la “vendita” di impianti che sarebbero miracolosi solo per i loro conti correnti.

Continuano a trattarci come ignoranti selvaggi; invece di venderci perline colorate impongono con le cattive e le buone (Decreti legge e Leggi) costosi impianti e discariche che amplificano la dispersione nell’ambiente di materiali inquinanti.

Controllo del territorio, restauro delle aree contaminate, riciclaggio e conseguente riduzione dei rifiuti da smaltire per ridurre l’inquinamento: ecco le parole d’ordine da rispettare per garantire la salute di tutti i cittadini pensando anche ai cittadini di domani.

Franco Ortolani, Ordinario di Geologia, Università di Napoli Federico II

17 maggio 2011

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